Coop Doro, via Modena: il restyling è servito, si punta sulla “spesa esperienziale”
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Redazione Economia
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È stata una riapertura, quella del supermercato Coop Doro di via Modena 17 a Ferrara, che ha voluto essere molto più di un semplice taglio del nastro. I lavori, iniziati a febbraio e condotti a negozio aperto per non interrompere il servizio alla clientela, si sono conclusi proprio in questi giorni con la cerimonia inaugurale di sabato 28 marzo, alla presenza di un nutrito gruppo di soci, clienti e autorità locali. L’intervento, che rientra in un più ampio percorso di rinnovamento intrapreso da Coop Alleanza 3.0, mira a trasformare l’esperienza di acquisto in qualcosa di più dinamico, avvicinandola ai nuovi trend di consumo senza mai perdere di vista, almeno stando alle dichiarazioni aziendali, quei due capisaldi che storicamente definiscono l’identità della cooperativa: la qualità dei prodotti e la convenienza economica.
Sotto il profilo strutturale e organizzativo, la superficie di vendita – che si sviluppa su circa 2.500 metri quadrati e impiega una squadra di 64 addetti – è stata completamente ridisegnata per accogliere una serie di nuove funzionalità che puntano a diversificare l’offerta. Si passa, ad esempio, attraverso la nuova Forneria Coop, dove l’attenzione è focalizzata sulla produzione interna di schiacciate toscane, pizza alla pala (che si può ordinare calda a fine spesa) e piadine, fino a toccare le specialità locali come le coppie ferraresi. Ma la strategia di ampliamento non si ferma al pane; investe anche i banchi tradizionali. In gastronomia, accanto ai classici piatti pronti, trovano spazio i cappellacci di zucca e la zia ferrarese, mentre in pescheria, oltre al fresco, debutta un angolo dedicato alla friggitoria, affiancato da una salmoneria per il take away.
Non è solo il cibo a essere protagonista di questo restyling, ma anche il modo di fruire degli spazi. È stato potenziato il reparto ortofrutta, con un’attenzione marcata verso i prodotti tipici e a filiera corta, mentre nella cantina – che si arricchisce di un “Gin hub” e di uno spazio “Spritzology” – si punta a intercettare il consumatore che cerca anche un momento di svago legato al mondo dei cocktail e dell’aperitivo. Questa metamorfosi, che ha comportato un investimento complessivo di circa 300mila euro solo per il punto vendita ferrarese, mira a rispondere a quelle esigenze emergenti di una clientela che non cerca più solo il prodotto sfuso, ma un luogo in cui velocità, tradizione e scoperta possano convivere. All’inaugurazione, presenti a rappresentare la giunta comunale l’assessore alle Attività Produttive e Commercio, Francesco Carità, mentre per Coop Alleanza 3.0 sono intervenuti la vicepresidente Francesca Durighel, la consigliera Patrizia Luciani (presidente Zona Soci Ferrara) e il regional director Andrea Cacchioli.
Dalla parte della cooperativa, l’adattamento al mercato che cambia
Guardando al dettaglio delle novità introdotte, emerge chiaramente la volontà di Coop Alleanza 3.0 di giocare d’anticipo su un settore, quello della grande distribuzione, che negli ultimi anni ha subito una pressione fortissima da parte di formule commerciali più agili e del mondo dell’e-commerce. L’intervento su via Modena non è un caso isolato, ma si inserisce in una strategia di rinnovamento della rete fisica che la cooperativa sta portando avanti su più fronti, come dimostrano gli investimenti milionari destinati anche ad altri punti vendita nel corso dello stesso mese di marzo. L’obiettivo dichiarato, leggibile nelle pieghe del nuovo layout del punto vendita, è quello di trasformare la spesa da atto meramente funzionale a esperienza, o quantomeno a momento capace di soddisfare bisogni anche non strettamente primari.
La ristrutturazione ha così ridisegnato gli spazi per creare vere e proprie isole tematiche. Da un lato, troviamo la macelleria con annessa hamburgeria, dove la carne può essere scelta e eventualmente consumata in preparazioni personalizzate; dall’altro, la pescheria che, oltre alla vendita tradizionale, offre la possibilità di acquistare fritto pronto, un servizio che strizza l’occhio a chi cerca la praticità senza voler rinunciare alla qualità percepita del prodotto ittico. Il tutto è accompagnato da un potenziamento delle soluzioni digitali (come l’App per il salvatempo) e da un ampliamento delle casse self, a dimostrazione di come l’innovazione tecnologica rappresenti un pilastro fondamentale per migliorare la fluidità del passaggio in cassa e ottimizzare i tempi della spesa quotidiana. La presenza del nuovo corner “La bellezza di essere me”, integrato con il settore Coop Salute, estende poi l’offerta al benessere e alla cura personale, cercando di trattenere il cliente in un’ottica di cross-selling tra alimentazione e cosmesi.
Un progetto che guarda ai numeri e al territorio
Se l’aspetto qualitativo e l’esperienza d’acquisto sono i fronti più visibili della riqualificazione, i numeri che stanno dietro all’operazione raccontano di una sfida di dimensioni considerevoli per la struttura di via Modena, che serve una base sociale di oltre 58mila soci nella sola città estense. L’investimento di 300mila euro destinato a questo specifico punto vendita rappresenta una fetta significativa di un piano di rinnovamento più ampio che, a livello nazionale, vede Coop Alleanza 3.0 impegnata a riconvertire i propri store per adattarli ai consumi contemporanei. La scelta di mantenere il cantiere aperto durante i lavori, iniziati a febbraio, è stata una decisione operativa che ha permesso di non disperdere il flusso di clientela, sebbene abbia inevitabilmente richiesto un’organizzazione logistica complessa per garantire sicurezza e continuità del servizio.
L’attenzione al prodotto locale, poi, è un altro dei pilastri che emerge con forza dal restyling. Il rinnovato reparto ortofrutta non si limita a esporre la merce, ma valorizza le produzioni del territorio attraverso un’attività di storytelling (con materiali informativi) che mira a educare il consumatore sulla provenienza di ciò che acquista. Un approccio simile si ritrova anche nei banchi della gastronomia e della panetteria, dove molteplici referenze – come i diversi tipi di pane speciale, i grissini e ovviamente la tradizionale coppia ferrarese – sono realizzate grazie a collaborazioni con fornitori locali o attraverso produzioni interne che cercano di emulare i metodi artigianali. In questo senso, la Coop Doro che riapre i battenti non cerca solo di competere sul prezzo (storico campo di battaglia della GDO), ma tenta di costruire un’identità ibrida, in cui la dimensione del servizio di prossimità si fonde con l’attrattività di un’offerta specializzata, tipica dei formati di nicchia o dei mercati rionali.




