Il calcio italiano dimezza le perdite ma resta in affanno: ricavi record e debiti ancora elevati

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il calcio professionistico italiano, nonostante gli squilibri economico-finanziari che lo attraversano, mostra segnali di ripresa. È quanto emerge dalla 15ª edizione del ReportCalcio, lo studio annuale realizzato dalla FIGC in collaborazione con AREL e PwC, che analizza i dati di Serie A, B e C negli ultimi 17 anni. Se da un lato il sistema continua a registrare perdite, dall’altro si rileva un aumento dei ricavi, una crescita della produzione e un indebitamento in calo.

Nella stagione 2023/24, il valore della produzione ha superato i 4,5 miliardi di euro, cifra senza precedenti, con un incremento di 286 milioni rispetto all’anno precedente. I ricavi da sponsorizzazioni e attività commerciali hanno sfondato la soglia del miliardo, mentre l’affluenza negli stadi della Serie A ha raggiunto i 21 milioni di spettatori, con una media di 31.172 presenze a partita, superiore persino a quella registrata negli anni d’oro del campionato, come nel 1992-93.

Tuttavia, permangono due criticità: l’ammontare dei debiti, seppure in diminuzione, e la lentezza nella realizzazione di nuovi impianti, necessari per ospitare, insieme alla Turchia, gli Europei del 2032. Le perdite, pur essendo state quasi dimezzate negli ultimi tre anni (da 1,4 miliardi a 731 milioni), continuano a rappresentare un problema strutturale.

Sul fronte del movimento calcistico, i numeri confermano una crescita generalizzata. I tesserati FIGC hanno raggiunto 1,5 milioni, pari al 30% degli atleti italiani, di cui 1,13 milioni sono calciatori attivi, con quasi 900.000 giovani coinvolti. La pratica del calcio, considerando anche chi gioca al di fuori dei contesti federali, interessa 4,3 milioni di persone, con un bambino su due tra i 3 e i 10 anni che si avvicina a questo sport.

Particolarmente significativo è il boom del calcio femminile, che sfiora le 50.000 tesserate, con un triplo aumento delle under 15 rispetto al 2008. Un dato che riflette l’espansione di un settore in costante ascesa, sia in termini di partecipazione che di seguito mediatico.

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