Parma, accoltellata dal marito: lui muore in un incidente dopo la fuga

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono le nove del mattino quando due bambini, di 6 e 8 anni, bussano alla porta di una vicina a San Secondo Parmense, gridando aiuto. La madre, Safwa Felhi, 48 anni, giace a terra in una pozza di sangue, colpita da sei coltellate al collo, all’avambraccio e al torace. Quello che inizialmente potrebbe sembrare un banale incidente domestico si rivela, in pochi attimi, l’ennesimo caso di violenza di genere. I soccorritori, arrivati pochi minuti dopo, trovano la donna in condizioni gravissime ma cosciente, mentre il marito, Dhahri Abdelhakim, 53 anni, è già fuggito in auto.

Convinto di averla uccisa, l’uomo si schianta volontariamente contro un camion a tutta velocità, morendo sul colpo. Un epilogo che ricorda, in modo sinistro, quanto accaduto poche settimane prima a Udine, dove Samia Bent Rejab Kedim, 46 anni, tunisina e madre di tre figli, era stata uccisa dal compagno. In quel caso, però, la vittima non aveva avuto scampo, mentre Safwa Felhi, anche lei tunisina e quasi coetanea, lotta tra la vita e la morte in rianimazione.

I bambini, testimoni involontari dell’aggressione, sono riusciti a dare l’allarme, scappando di casa e chiedendo aiuto ai vicini. Un gesto che potrebbe averle salvato la vita, anche se le ferite riportate lasciano poco spazio all’ottimismo. Le indagini, ancora in corso, dovranno chiarire le dinamiche precedenti all’aggressione, ma il quadro che emerge è quello di un femminicidio mancato, culminato con il suicidio dell’aggressore.

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