Monaco, il Boeing 787 della Vietnam Airlines striscia la coda in decollo: paura e rientro di emergenza
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Redazione Economia
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Un volo della Vietnam Airlines, il VN34 diretto ad Hanoi, ha trasformato la fase di decollo dall'aeroporto di Monaco di Baviera in un momento di alta tensione, nel tardo pomeriggio del 15 agosto, quando il Boeing 787-9, marche VN-A867, ha effettuato una rotazione così tardiva da strisciare con la parte posteriore della fusoliera contro il manto della pista 26L, sollevando una nube di polvere e detriti che ha subito allertato i controllori di volo e i passeggeri a bordo. Il velivolo, che aveva percorso quasi l'intera lunghezza dei 4.000 metri della pista prima di alzarsi in volo, ha oltrepassato di fatto il limite operativo della pista, con il rischio concreto di un impatto contro le luci di fine pista, come riportato da diverse fonti e testimonianze oculari diffuse sui social network.
Un tailstrike che ha compromesso la struttura del velivolo
Il contatto con la superficie, tecnicamente definito "tailstrike", non è stato un semplice sfregamento: la violenza dell'urto ha perforato lo skin in materiale composito della fusoliera, provocando danni strutturali significativi alla coda che richiederanno riparazioni complesse e lunghe, tenendo conto che il velivolo è realizzato in gran parte con materiali compositi per i quali le procedure di ripristino sono particolarmente onerose e dispendiose in termini di tempo.
I piloti, dopo aver constatato l'anomalia, hanno deciso di non proseguire verso la destinazione programmata, optando per un rientro immediato allo scalo tedesco, ma prima di poter tentare un atterraggio sicuro è stato necessario intraprendere una procedura di scarico del carburante per ridurre il peso dell'aereo, avvicinandosi al peso massimo per l'atterraggio.
Due ore di sorvolo e un atterraggio ad alto rischio
Il comandante, seguendo le procedure standard, ha mantenuto il velivolo a bassa quota, attestandosi intorno ai 9.000 piedi (circa 2.700 metri), per oltre due ore, sorvolando la zona a sud di Monaco al fine di bruciare il carburante in eccesso, prima di effettuare un avvicinamento alla pista 26R, passando a bassa quota per un paio di volte e consentendo ai tecnici a terra di ispezionare visivamente le condizioni del carrello e dei pneumatici, che avevano già mostrato segnali di anomalia nella pressione.
La fase di atterraggio, pur essendo riuscita, ha però aggiunto ulteriori complicazioni al bilancio dell'incidente: non appena il Boeing ha toccato terra, due dei quattro pneumatici del carrello principale sinistro sono esplosi, probabilmente a causa dei detriti raccolti durante la corsa di decollo o per un surriscaldamento dei freni, tanto che il fumo è stato chiaramente visibile dai video amatoriali postati in rete, e il velivolo, una volta fermo, non è stato in grado di liberare autonomamente la pista, costringendo le autorità aeroportuali a chiudere la pista nord e a deviare il traffico
Sulla pista sud.
Passeggeri evacuati e aereo bloccato a Monaco
L'evacuazione dei passeggeri e dell'equipaggio, che per fortuna non hanno riportato alcuna conseguenza fisica, è stata effettuata tramite gli scivoli di emergenza, come previsto in queste circostanze, mentre le squadre dei vigili del fuoco e i tecnici aeroportuali si attivavano per mettere in sicurezza il mezzo e assistere i viaggiatori, poi accompagnati in terminal.
La compagnia aerea Vietnam Airlines, in un comunicato ufficiale, ha confermato che il volo è rientrato alla base a causa di un "problema tecnico", sottolineando che l'equipaggio ha seguito scrupolosamente tutte le procedure previste per gestire l'emergenza, e ha assicurato che sono in corso le verifiche necessarie per stabilire le cause precise dell'accaduto, senza però fornire dettagli sulle dinamiche che hanno portato il comandante a ruotare così tardi.
Danni ingenti e lunghe riparazioni in vista
I danni riportati dal Boeing 787-9, che ha solo 10 anni di servizio, sono talmente estesi che gli esperti del settore prevedono una permanenza prolungata del velivolo a terra: la perforazione della fusoliera posteriore, che richiede interventi complessi sui materiali compositi, e la distruzione dei pneumatici del carrello principale, per non parlare dei possibili danni alle luci della pista e alla struttura del carrello stesso, comporteranno riparazioni che potrebbero durare diversi mesi, bloccando di fatto il mezzo a Monaco e costringendo la compagnia a rivedere il proprio piano di volo
Internazionale per la tratta asiatica. Al momento, le indagini sono nelle mani degli inquirenti tedeschi e dei tecnici specializzati, che dovranno analizzare i dati dei registratori di volo e le condizioni del carrello, per capire se si sia trattato di un errore umano nella gestione della rotazione o di un guasto tecnico al sistema di comando dell'aereo.
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