Marta Bassino operata alla gamba, stagione finita
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Redazione Sport
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La stagione sciistica di Marta Bassino si è bruscamente interrotta, prima ancora di cominciare, a causa di un infortunio occorsole durante un allenamento in Val Senales. L'atleta, che avrebbe dovuto affrontare l'imminente apertura della Coppa del Mondo a Sölden, ha riportato una frattura del piatto tibiale laterale della gamba sinistra in una caduta, un incidente che ne ha compromesso irrimediabilmente il programma agonistico. Quella che doveva essere l'ultima sessione di preparazione si è trasformata, suo malgrado, nell'inizio di un forzato periodo di convalescenza.
L'intervento chirurgico alla Clinica La Madonnina
L'operazione, alla quale la sciatrice è stata sottoposta presso la Clinica La Madonnina di Milano, si è conclusa con esito positivo. A dirigere il team chirurgico, incaricato di ridurre e sintetizzare la frattura con il contemporaneo reinserimento del legamento collaterale mediale, era il professor Andrea Panzeri, il quale ricopre anche il ruolo di presidente della Commissione Medica della FISI. All'intervento, la cui buona riuscita non lascia spazio a dubbi di carattere medico, hanno collaborato attivamente i dottori Riccardo Accetta e Gabriele Thiebat, confermando la gravità di un trauma che richiedeva un approccio specialistico e articolato.
Le conseguenze sul calendario agonistico
Il referto medico, pur nella sua positività, delinea un percorso di recupero che la sciatrice dovrà affrontare con la determinazione che la contraddistingue; un percorso, tuttavia, la cui durata è stata quantificata in non meno di quattro o sei mesi. Un lasso di tempo, questo, che esclude categoricamente la sua partecipazione non solo alle prime gare della Coppa del Mondo, ma anche, e soprattutto, ai Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina. L'addio alla rassegna a cinque cerchi in programma a febbraio rappresenta, senza alcun dubbio, la conseguenza più amara di questo sfortunato episodio.
Il panorama azzurro in cerca di equilibri
La defezione di Bassino, unita ai dubbi che ancora avvolgono i tempi di recupero di Federica Brignone – la quale, a sua volta, aveva riportato seri danni a un ginocchio, con fratture di tibia e perone –, priva la squadra femminile italiana di due dei suoi pilastri fondamentali. La nazionale, che conta su atlete di valore, si trova dunque a dover ridisegnare i propri assetti in vista di un appuntamento, quello olimpico casalingo, che è carico di aspettative e di significato, ma che per alcune delle sue protagoniste più attese rischia di trasformarsi in un'occasione mancata.




