Gli incentivi per le wallbox sono spariti nel nulla, mentre quelli per le auto elettriche tornano in primo piano
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Redazione Economia
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Mentre il governo annuncia un nuovo piano di incentivi per l’acquisto di auto elettriche, previsto per fine giugno, una questione rimane irrisolta: i fondi dedicati alle wallbox, le colonnine di ricarica domestiche, sembrano essere svaniti nel nulla. Quegli stessi incentivi, istituiti tre anni fa con il decreto Draghi e scaduti nel 2024, non sono stati rinnovati, né si discute di un loro eventuale ripristino. Eppure, senza una rete di ricarica privata efficiente, la transizione verso la mobilità elettrica rischia di essere un percorso a ostacoli.
Il nuovo bonus per le auto green, che promette agevolazioni fino a 11.000 euro, è stato reso possibile grazie a una revisione del PNRR, come ha spiegato il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. "Abbiamo spostato fondi dalla decarbonizzazione, in particolare da quelli destinati all’idrogeno, dove la domanda si è rivelata insufficiente", ha dichiarato durante un evento del Forum PA a Roma. Una scelta che riflette le difficoltà di un mercato ancora in fase di assestamento, ma che non risolve il problema dell’infrastruttura.
Se da un lato il governo insiste sulla necessità di rinnovare un parco auto tra i più vecchi d’Europa, dall’altro le parole della premier Giorgia Meloni – secondo cui l’elettrico non è l’unica via per la transizione ecologica – lasciano intendere una certa cautela. Intanto, però, i cittadini che volessero passare all’elettrico si trovano davanti a un paradosso: sì, ci sono agevolazioni per l’acquisto, ma mancano quelle per dotarsi di un sistema di ricarica casalingo.




