Caos Tunisia, l’esonero di Lamouchi arriva e fa già discutere: tocca a Kebaier
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Redazione Sport
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Non è servito nemmeno il tempo di metabolizzare il 5-1 incassato contro la Svezia, che per la Tunisia è già tempo di voltare pagina. La sconfitta pesante, subita a Monterrey durante la gara d’esordio del gruppo F, ha letteralmente fatto saltare la panchina delle Aquile di Cartagine.
Sebbene il tecnico Sabri Lamouchi fosse in carica da soli sei mesi – avendo preso il posto solo nel gennaio scorso – la Federazione non ha avuto esitazioni: la débâcle contro gli scandinavi, condita da una prestazione giudicata insufficiente sul piano caratteriale e tattico, ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Un post rimosso e una sostituzione già annunciata
La vicenda, prima ancora di diventare ufficiale, ha assunto i contorni di un vero e proprio giallo. È stata la stessa Federazione tunisina a lanciare l’indiscrezione, pubblicando un comunicato sul proprio profilo Instagram in cui annunciava l’esonero e, fatto ancora più clamoroso, indicava già il nome del sostituto. Il post, però, è stato rimosso dopo pochi minuti, lasciando per qualche ora nel dubbio giornalisti e tifosi sul futuro della panchina.
A dissipare ogni incertezza ci ha pensato la conferma ufficiale: Lamouchi, ex centrocampista di Parma e Inter, è stato sollevato dall’incarico. Al suo posto, con un contratto ad interim valido per il prosieguo della competizione, arriva Mondher Kebaier, figura già nota nell’ambiente avendo già guidato la selezione nordafricana tra il 2019 e il 2022.
Tensioni e mal di pancia nello spogliatoio
Il risultato di per sé, per quanto pesante (5-1), potrebbe non essere stato l’unico fattore scatenante di una rottura così fulminea a Mondiale in corso. Secondo le ricostruzioni raccolte dai media locali, l’ambiente sarebbe già incandescente da giorni. Già nelle amichevoli di preparazione – tra cui spicca un netto 5-0 rimediato contro il Belgio – erano emerse fragilità difensive e nervosismi evidenti.
La situazione sarebbe esplosa dopo il triplice fischio della partita con la Svezia: fonti vicine alla delegazione riferiscono di accese discussioni negli spogliatoi, le quali sarebbero proseguite anche durante il viaggio di ritorno in hotel. La frattura, insomma, si è consumata in poche ore, portando i vertici a prendere una decisione drastica pur di salvare il clima nello spogliatoio in vista delle prossime, difficilissime, sfide contro Giappone e Paesi Bassi.
Un evento raro, ma non unico nella storia dei Mondiali
Se è vero che i cambi di guida tecnica a competizione iniziata sono statisticamente poco frequenti, quello di Lamouchi non rappresenta comunque un caso isolato. Un precedente illustre riguarda proprio la Tunisia: nel 1998, dopo due sconfitte consecutive, fu esonerato il polacco Henryk Kasperczak. In quella stessa edizione della rassegna iridata, anche l’Arabia Saudita ricorse al “piano B” sollevando dall’incarico il brasiliano Carlos Alberto Parreira.
Tuttavia, ciò che rende particolare la vicenda di Lamouchi è la tempistica: l’esonero è maturato dopo una sola partita, segno evidente di un rapporto di fiducia mai realmente consolidatosi con la Federazione e, a quanto pare, con una parte rilevante dello spogliatoio. A Kebaier, adesso, il difficile compito di ricompattare il gruppo e provare a centrare un’impresa che sembra già proibitiva.




