Djokovic eliminato subito agli Internazionali, il giovane Prizmic lo rimonta e vola agli ottavi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il primo grande scossone di questa edizione del Masters 1000 romano arriva già al secondo turno, dove il nome scritto in cima al tabellone per la corsa al titolo è stato cancellato con una rapidità che nessuno, tra il pubblico affollato sugli spalti del Centrale, avrebbe voluto immaginare. Novak Djokovic, sei volte trionfatore al Foro Italico e reduce da un lungo digiuno dai campi di gioco che durava ormai da quasi due mesi, si è arreso al talento del giovane croato Dino Prizmic, un ventenne che fino a ieri era soltanto un numero (il 79 del ranking) destinato probabilmente a fare da comparsa nel giorno della presentazione del campione. E invece no, perché il copione della partita, iniziato come una formalità per il serbo, si è ribaltato in una dura battaglia di due ore e un quarto, conclusa con lo score di 2-6, 6-2, 6-4 per il qualificato baltico.

Un primo set da dominatore, poi il blackout fisico e mentale

Nel primo parziale, chi guardava dalla televisione o dalle tribune non poteva notare alcuna crepa nell’armatura del campione: i colpi puliti, la profondità di palla e quell’istinto animalesco per i punti pesanti sembravano esserci tutti. Djokovic chiudeva avanti 6-2 con due break nei game centrali, mostrando un divario abissale con l’avversario; peccato che quel divario, anziché allargarsi, si sia improvvisamente richiuso come una tagliola. Nel secondo set il croato ha alzato il ritmo e, complice un vistoso calo di tensione del serbo (che in più di un’occasione ha manifestato gesti di nervosismo rivolgendosi al cielo o rimproverando il suo angolo per la lentezza nei movimenti), Prizmic ha piazzato un parziale di 4-0 che non lasciava spazio a interpretazioni.

Non si trattava solo di tennis, ma di una questione di gambe: Djokovic arrivava sistematicamente in ritardo sulla palla, un problema che lui stesso ha definito "mezzo passo indietro" nella conferenza stampa successiva. Ammettendo di non avere avuto una preparazione ideale a causa di alcuni acciacchi fisici (anche se ha scelto di non entrare nei dettagli specifici, invitando i giornalisti a capire il suo riserbo), il numero quattro del mondo ha dovuto incassare una sconfitta che fa rumore più per la maniera che per il risultato in sé.

L’idolo diventa rivale, la rivincita di Melbourne

Per Prizmic, cresciuto a pane e idoli con il poster di Djokovic attaccato al muro della cameretta, questa vittoria rappresenta molto più di tre punti nel ranking. Già due anni fa, agli Australian Open, il ragazzo era riuscito a strappare un set al campione, dando un assaggio del suo potenziale su una ribalta mondiale; stavolta, sulla terra rossa che esalta le qualità atletiche e la resistenza, ha completato l’opera. Non è un caso, infatti, se i due si conoscono bene: parlano la stessa lingua e Djokovic ha ammesso di seguire la sua crescita, avvertendo che se la salute lo avesse assistito (il croato ha avuto una carriera tormentata da infortuni), le soddisfazioni sarebbero arrivate. E puntuali sono arrivate, con un dritto che il serbo ha definito "migliorato tantissimo" e una freddezza nei momenti caldi, come quando ha servito per il match, da veterano consumato e non da debuttante dell’ultima ora.

Il Foro perde una stella, il tabellone si apre per Sinner

Con questa eliminazione, la partecipazione romana di Djokovic si chiude nella maniera più amara: dodici finali disputate in carriera nel torneo capitolino e mai una sconfitta al primo match (considerando il bye del primo turno), un record statistico che si è infranto proprio oggi sotto il sole di Roma. Il serbo, visibilmente provato ma lucido nell’analisi, ha spiegato di voler guardare avanti in vista dell’appuntamento parigino della Roland Garros, anche se le premesse fisiche non sembrano essere quelle dei tempi d’oro.Per l’organizzazione e per il pubblico, invece, se ne va uno dei possibili antagonisti nella corsa al titolo che, almeno sulla carta, sembra ora spianare la strada al favoritissimo di casa Jannik Sinner; ma nel tennis, si sa, le sorprese sono sempre dietro l’angolo, e il giovane Prizmic ne è la dimostrazione lampante.

Meta Description: Eliminazione choc agli Internazionali: Djokovic cede in tre set al giovane Prizmic dopo un primo set dominato. Il croato vola agli ottavi.

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