Giro d’Italia 2026, il sogno azzurro si chiama Pellizzari mentre Vingegaard parte da favorito assoluto
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
C’è un’aria di sfida che aleggia lungo i 3.468 chilometri del percorso, anche se i bookmaker, con un realismo a volte brutale, sembrano aver già assegnato la maglia rosa prima ancora dello start ufficiale.
Sarà una delle edizioni più attese degli ultimi anni, quella che prenderà il via venerdì 8 maggio da Nessebar, in Bulgaria, per concludersi il 31 maggio a Roma, e gran parte dell’attenzione è concentrata su un uomo solo: Jonas Vingegaard.
Il danese della Visma-Lease a Bike, al suo debutto assoluto nella Corsa Rosa, si presenta infatti con i favori del pronostico, forte di un palmares che include due Tour de France e l’ultima Vuelta, e la sua presenza rappresenta un test immediato per le ambizioni dei corridori di casa nostra. rsi +3
L’assalto italiano alla classifica, il marchigiano che sfida la logica
Detto che il grande favorito per la vittoria finale è lui, Jonas Vingegaard, tra gli azzurri spicca nettamente la figura di Giulio Pellizzari.
Il giovane marchigiano della Red Bull-Bora, reduce da un sesto posto lo scorso anno e da una vittoria di prestigio al Tour of the Alps, si candida ufficialmente come il principale antagonista del dominatore danese, nonché l’uomo di punta per un podio che manca all’Italia dal secondo posto di Damiano Caruso nel 2021.
Non che il compito sia semplice, intendiamoci: Vingegaard ha dimostrato nella prima parte di stagione, imponendosi in corse come Parigi-Nizza e il Giro di Catalogna, di avere le gambe giuste per replicare il dominio solitario imposto da Tadej Pogacar due anni fa, ma la speranza azzurra si aggrappa alla tenacia e alla capacità di soffrire del ventiduenne di Camerino.
Se la lotta per la classifica generale appare quasi una corsa a due, con Vingegaard a fare il leone e Pellizzari a inseguire, gli altri corridori italiani dovranno vedersela per trovare il proprio spazio nella top ten.
Occhi puntati quindi su Giulio Ciccone, che in questo Giro cercherà soprattutto la gloria sulle rampe più dure; la sua esplosività potrebbe risultare decisiva per la conquista della maglia azzurra di miglior scalatore, un obiettivo che sulla carta gli si addice perfettamente data la sua natura di scalatore puro. repubblica +3
Le ambizioni di tappa e gli squilli nella volata tricolore
Se per la generale il sogno si concentra su Pellizzari, per quanto riguarda le vittorie di tappa e le volate il movimento italiano può contare su un’artiglieria pesante.
Il riferimento principale è Jonathan Milan, il velocista friulano che rappresenta la punta di diamante nelle frazioni dedicate agli sprinter; tappe come quella conclusiva di Roma, il passaggio da Napoli o l’arrivo di Milano sono scenari perfetti per la sua potenza, e la sua squadra sta lavorando per posizionarlo al meglio in questi frangenti.
Non mancheranno, ne siamo certi, i tentativi da lontano di corridori come Lorenzo Fortunato o lo stesso Ciccone, pronti a inserirsi nelle fughe da manuale nelle tappe mosse.
E poi c’è la storia, che come sempre in questo sport non smette mai di affascinare.
Oltre al valore sportivo, questa edizione segna la seconda partenza consecutiva dall’estero dopo l’esperienza in Albania del 2025, con le tre tappe bulgare che inaugureranno la corsa prima del rientro in Italia a partire dalla Calabria per risalire l’intera penisola.
Tra gli outsider di lusso, un discorso a parte merita Adam Yates, che dopo il ritiro del fratello gemello Simon (vincitore nel 2025) si presenta alla partenza con un’opportunità unica: senza Pogacar e con Almeida infortunato, lui è il capitano designato della UAE, un ruolo che lo mette nella condizione di poter tentare l’assalto al podio, pedinando Vingegaard e sperando in un colpo di mano tattico. lastampa +3
La macchina mediatica si mette in moto tra Italia e Bulgaria
Per chiudere, un cenno a come verrà raccontata questa epopea. Per godersi ogni metro della Corsa Rosa, gli appassionati avranno a disposizione un'offerta televisiva capillare.
La Rai, come da tradizione, coprirà l’evento su Rai2 e Raisport, con la regia che passerà il testimone dalle dirette del mattino fino al Processo alla Tappa in serata, mentre su Eurosport (e le piattaforme streaming come Discovery+ e HBO Max) la telecronaca sarà affidata a Luca Gregorio e Riccardo Magrini, con un’offerta tecnica che include il mosaico multicanale e le mappe 3D.
Un Giro, insomma, che non solo si corre sulle strade, ma si vive anche sugli schermi, per seguire il tentativo di Vingegaard di completare la "tripla corona" e la carica degli italiani pronti a rovinargli la festa. oasport +3




