Inter-Bruges, Capello: "Condizione fisica preoccupante". Chivu: "Sono io il responsabile"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La seconda giornata della League Phase di Champions League lascia l'Inter ancora ferma a zero punti. Dopo il ko all'esordio contro il Real Madrid, i nerazzurri sono stati battuti 4-3 a San Siro dal Club Brugge, in una partita segnata dalla tripletta di Nicolò Tresoldi e da una prestazione complessivamente sottotono della squadra di Cristian Chivu.

L'analisi di Capello: "Squadra senza ritmo e in difficoltà fisica"

Intervenuto negli studi di Sky Sport al termine del match, Fabio Capello non ha usato mezzi termini per fotografare la situazione dell'Inter. «Ho visto una squadra senza ritmo», ha esordito l'ex tecnico, sottolineando come il Bruges abbia certamente giocato una grande partita ma come i nerazzurri siano apparsi in difficoltà dal punto di vista fisico. «Non ha mai pressato, è stata passiva in molte circostanze come quella del quarto gol. Una situazione preoccupante», ha aggiunto Capello, evidenziando in particolare l'episodio del gol di Vermant all'87', quando Akanji ha tentato il recupero senza riuscirvi.

L'analisi dell'ex allenatore si è soffermata anche sull'atteggiamento mentale della squadra, che a suo avviso è apparso deficitario: «Non c'erano con la testa», ha sostenuto, pur riconoscendo che il portiere Josep Martinez, autore di un grave errore sul gol del 2-1, ha poi effettuato tre parate che hanno tenuto in vita l'Inter finché è stato possibile.

La partita: Tresoldi trascina il Bruges, Lautaro non basta

Il copione della gara di San Siro è stato chiaro fin dai primi minuti. Tresoldi ha sbloccato il risultato al 30' su calcio di rigore, dopo aver colpito una traversa poco prima. Lautaro Martinez ha pareggiato al 44' con un guizzo che ha illuso i tifosi nerazzurri. Nella ripresa, però, il centravanti italo-tedesco ha segnato altre due reti, approfittando prima di un'uscita sbagliata di Martinez e poi di una disattenzione difensiva, completando la sua tripletta personale.

Il secondo gol di Lautaro all'82' ha riaperto la partita, ma il Bruges ha punito ancora l'Inter in contropiede con Vermant all'87'. Nel recupero, Bonny ha segnato il definitivo 3-4, ma per i nerazzurri non c'è stato il tempo per tentare un ulteriore assalto. La difesa interista ha mostrato tutte le sue fragilità, con Akanji e Bisseck in evidente difficoltà e con il portiere Josep Martinez protagonista di un'altra prestazione negativa dopo gli errori commessi al Bernabeu.

Chivu: "Frustrazione e frenesia ci hanno fatto perdere lucidità"

Cristian Chivu, al termine della gara, ha analizzato la sconfitta senza cercare alibi. «È stato un buon primo tempo, abbiamo subito una ripartenza su calcio d'angolo dove potevamo essere più organizzati», ha dichiarato il tecnico rumeno a Sky Sport. «Nella ripresa siamo partiti bene, poi un po' di frustrazione e frenesia ci ha fatto perdere le distanze, la calma e il piano di gioco».

L'allenatore ha poi assunto su di sé le responsabilità della sconfitta, ammettendo di aver forse caricato troppo la squadra nell'intervallo: «Forse dovevo trasmettere più calma e serenità senza caricarla troppo. Sono io il responsabile, sia dal punto di vista tattico che mentale». Chivu ha anche sottolineato come la squadra si porti dietro qualcosa dalla scorsa stagione, chiusa con una sola vittoria e tante sconfitte nelle ultime otto partite europee: «C'è qualcosa che ci portiamo dietro e mi prendo la responsabilità».

Trevisani: "Situazioni da studiare a livello psicologico"

Anche Riccardo Trevisani, intervenuto ai microfoni di Radio Manà Manà Sport, ha offerto la sua lettura della partita, spostando l'attenzione su questioni di natura psicologica più che tattica. «Tra il Bruges che è una buona squadra e il Bruges che va a San Siro e fa 4 gol c'è una bella differenza», ha osservato il giornalista. «L'Inter ha sbagliato la partita, ha sbagliato l'approccio, come spesso capita è una squadra che tende a sottovalutare l'avversario in maniera incredibile».

Trevisani ha elencato una serie di episodi che, a suo avviso, delineano un pattern ricorrente: «0-2 con l'Udinese, 0-2 con la Roma, 0-2 col Napoli, sotto 1-3 col Bruges. Ci sono delle situazioni da studiare a livello psicologico che si trascinano dietro nel tempo». Pur non risparmiando critiche all'atteggiamento della squadra, il giornalista ha preso le distanze dalle accuse a Chivu, elogiando l'idea di giocare spavaldo proposta dal tecnico rumeno.

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