Disparità nella sanità italiana: un'analisi dei divari Nord-Sud

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La sanità italiana presenta una marcata disparità tra il Nord e il Sud del Paese. Questa tendenza preoccupante è stata confermata dal rapporto Svimez "Un Paese, due cure. I divari Nord-Sud nel diritto alla salute", presentato a Roma in collaborazione con Save the Children.

Mortalità infantile e fuga di pazienti

La Calabria si distingue per la più alta mortalità infantile, la scarsa prevenzione e la fuga di pazienti al Nord. Secondo gli ultimi dati dell'Istat, il tasso di decessi entro il primo anno di vita è di 1,8 ogni mille nati vivi in Toscana, quasi il doppio in Sicilia (3,3) e più che doppio in Calabria (3,9).

Viaggiare per curarsi

Un'altra problematica evidenziata dal rapporto Svimez è la necessità per molti pazienti di viaggiare per ricevere cure adeguate. Questo fenomeno, noto come "turismo della salute", è particolarmente diffuso nel Sud del Paese.

Aspettativa di vita e offerta sanitaria

L'aspettativa di vita media nelle regioni meridionali è di 79,5 anni per gli uomini e 83,9 per le donne, rispetto a 81 e 85,2 anni nel Centro Italia, e 81,1 e 85,4 nel Nord-Est. Questo dato evidenzia la divisione del Paese sul fronte dell'offerta sanitaria.

Screening e mortalità oncologica

La situazione è particolarmente critica per quanto riguarda la diagnosi e la cura del cancro. Nel Sud, il tasso di mortalità oncologica è di 9,6 ogni diecimila abitanti, rispetto a 8 nel Nord. Questo divario si riflette anche nell'aspettativa di vita alla nascita, che nel Mezzogiorno è la più bassa in assoluto: 81,7 anni di media (79,5 per gli uomini e 83,9 per le donne), 1,5 anni in meno rispetto al Nord Est, 1,3 in meno rispetto al Centro.

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