Inter, l’amarezza di Bisseck dopo l’eliminazione: “La palla non voleva entrare, ma ora testa ai trofei”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Finisce nel gelo di una serata milanese che sembrava poter regalare un’impresa, ma che invece consegna all’Inter l’amarezza di una doppia sconfitta. I nerazzurri salutano la Champions League, e lo fanno tra le mura amiche di San Siro, dove il Bodo Glimt – già capace di violare il fortino dell’Atalanta e del Manchester City nella fase campionato – si ripete con un 2-1 che ha il sapore della storia per il club norvegese e della delusione più amara per la formazione di Cristian Chivu. Un risultato, questo, che unito al 3-1 subito all’andata, sancisce un passo falso pesante per una squadra che solo un anno fa giocava la finale della massima competizione europea. Il percorso europeo, iniziato con ambizioni importanti, si interrompe dunque bruscamente ai playoff, lasciando strascichi di frustrazione e la consapevolezza di aver fallito un obiettivo.

Nel dopopartita, a raccogliere i cocci di una notte storta ci ha pensato Yann Bisseck, difensore tornato titolare nel match di ritorno e tra i pochi a salvarsi dalla pioggia di critiche per una prestazione corale insufficiente. Il suo commento a Inter TV, ripreso da varie testate tra cui FcInterNews, è un misto di onestà intellettuale e rabbia sportiva -8. Ha parlato di sfortuna, certo, ma senza cercare alibi banali: “Ci è mancata un po’ di fortuna, la palla non voleva proprio saperne di entrare”, ha ammesso il tedesco, fotografando una serata in cui il possesso palla e le occasioni create – soprattutto nel primo tempo con Dimarco ispirato e gli inserimenti di Frattesi – si sono infrante contro un muro norvegese e, quando superato, contro i riflessi del portiere Haikin o la mira fallace dei propri compagni. Bisseck non ha lesinato riconoscimenti all’avversario, lodandolo per quanto fatto vedere sul terreno di gioco, ma ha anche voluto sottolineare lo spirito del gruppo: “Faccio i complimenti alla mia squadra, abbiamo provato a ribaltarla in tutti i modi possibili, restando in partita fino all’ultimo secondo”.

L’analisi del difensore, però, non si è fermata alla cronaca di una sconfitta che brucia. Ha toccato il tasto della reazione immediata, uno degli aspetti su cui questo gruppo è chiamato a dare prova di maturità. Il campionato, dove l’Inter guida la classifica con margini rassicuranti sulle inseguitrici, e la Coppa Italia, con le semifinali all’orizzonte, diventano ora gli unici palcoscenici su cui esprimere le proprie qualità. Nonostante la delusione, Bisseck ha voluto proiettare lo sguardo in avanti, come spesso fanno i giocatori abituati a certi livelli: “C’è tanta delusione, ma domani sarà un altro giorno. Abbiamo ancora due competizioni in cui vogliamo portare a casa due trofei, e faremo di tutto per farcela”. Una dichiarazione d’intenti che suona come un monito per lo spogliatoio: archiviare in fretta il capitolo Champions per concentrare tutte le energie residue sugli obiettivi ancora alla portata.

Dall’altra parte, la festa del Bodo Glimt è più che legittima. La squadra norvegese, guidata da Kjetil Knutsen, ha confermato sul campo del Meazza quanto di buono fatto vedere nell’arco di questa edizione della Champions League. Non è stata solo una questione di cinismo sotto porta, con le reti siglate da Jens Petter Hauge – che ha capitalizzato al massimo l’errore di Manuel Akanji – e Håkon Evjen, ma anche di organizzazione tattica e solidità mentale -4-7. Hanno retto l’urto iniziale dell’Inter, hanno sofferto quando necessario, e hanno colpito con lucidità nei momenti decisivi della ripresa. Un’impresa che proietta i gialloneri direttamente agli ottavi di finale, un traguardo mai raggiunto prima, dove troveranno una tra Sporting Lisbona e Manchester City, pronti a scrivere un’altra pagina di questa loro favola europea. Il calcio norvegese, del resto, vive un momento d’oro, e questo Bodo ne è l’emblema più fulgido.

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