Salernitana retrocede in C dopo il caos all’Arechi: 0-3 a tavolino e due gare senza pubblico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Salernitana, travolta dagli eventi che hanno portato alla sospensione del playout di ritorno contro la Sampdoria, ha subito le conseguenze più severe da parte del giudice sportivo di serie B, Ines Pisano. La partita, interrotta al 21’ della ripresa per il lancio ripetuto di oggetti – tra cui fumogeni, petardi e seggiolini – dal settore dei tifosi di casa, è stata dichiarata persa a tavolino per 3-0, con l’aggiunta di due gare a porte chiuse. Un verdetto che, oltre a sancire la retrocessione in serie C della squadra campana, mette in luce ancora una volta il problema del clima intimidatorio che troppo spesso avvelena gli stadi italiani.

L’episodio, definito «grave» nella motivazione ufficiale, ha avuto come scenario lo stadio Arechi, dove la Sampdoria – già in vantaggio 2-0 – stava gestendo un match decisivo per la permanenza in cadetteria. La reazione violenta di una frangia del pubblico, tuttavia, ha reso inevitabile l’intervento dell’arbitro, che dopo alcuni minuti di attesa ha decretato l’impossibilità di proseguire. «Nulla è giustificabile», ha commentato Stefano Colantuono, pur riconoscendo che la tifoseria granata «è tra le più corrette» da lui incontrate in carriera.

La decisione del giudice sportivo, arrivata poche ore dopo la chiusura delle indagini, non lascia spazio a ricorsi: il risultato sul campo viene annullato, e la sconfitta a tavolino certifica matematicamente il crollo della Salernitana in terza serie. Le due gare senza pubblico, invece, rappresentano un monito per il futuro, anche se ormai il danno sportivo è irreparabile. Quanto alla Sampdoria, la vittoria assegnata per delibera chiude un percorso complicato, segnato da polemiche sulle modalità di accesso ai playout, ma che alla fine le consente di mantenere la categoria.

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