Salernitana retrocede in serie C dopo il caos all’Arechi: 0-3 a tavolino e due gare senza pubblico
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Redazione Sport
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La Salernitana, travolta dagli eventi che hanno segnato il playout di ritorno contro la Sampdoria, è stata condannata a una sconfitta per 0-3 a tavolino e a disputare le prossime due partite casalinghe a porte chiuse. La decisione del giudice sportivo Ines Pisano, motivata dalla «gravità dei fatti», chiude definitivamente la stagione dei granata, sancendone la retrocessione in serie C.
La partita, sospesa al 21’ della ripresa sul punteggio di 0-2 per i blucerchiati, era stata interrotta a causa del comportamento violento di una parte dei tifosi di casa, che avevano inviato sul terreno di gioco fumogeni, petardi e seggiolini strappati dalle tribune. Nonostante i tentativi di riprendere il gioco, l’arbitro ha optato per l’interruzione definitiva, lasciando spazio a un inevitabile verdetto sportivo.
La Sampdoria, che nell’andata si era imposta per 2-0, ottiene così la salvezza matematica, mentre la Salernitana – già in bilico prima dell’incontro – vede sfumare ogni speranza di permanenza in serie B. Le due giornate a porte chiuse, inflitte come sanzione accessoria, rappresentano un ulteriore colpo per il club, che dovrà fare i conti non solo con le conseguenze sportive, ma anche con l’immagine deteriorata da episodi di questo tipo.
Quello all’Arechi non è stato un caso isolato nel panorama del calcio italiano, ma si inserisce in una serie di incidenti che hanno caratterizzato la stagione, sollevando interrogativi sulla gestione della sicurezza negli stadi. La decisione del giudice sportivo, per quanto drastica, riflette la necessità di scoraggiare comportamenti che minano la regolarità delle competizioni.




