La cometa interstellare Atlas, smentita l'ipotesi aliena
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Dopo aver raggiunto il suo perielio, il punto di massima vicinanza al Sole, la traiettoria di 3I/Atlas si sta progressivamente allontanando dalla stella, avviandosi a lasciare il nostro sistema planetario a una velocità di circa duecentodiecimila chilometri orari. La sua composizione anomala, la cui analisi offre agli astronomi un'opportunità di studio senza precedenti, costituisce una prova tangibile della sua origine extrasolare, un viaggiatore proveniente da un sistema stellare remoto che attraversa ora le nostre regioni celesti. Un'occasione da non perdere, come dimostrano le nuove immagini ravvicinate catturate dalla missione cinese Tianwen-1, che ha immortalato l'oggetto da una distanza di quasi ventinove milioni di chilometri.
Le osservazioni dal Sudafrica
Proprio mentre la Nasa, impegnata a superare le difficoltà tecniche di uno shutdown, viene sollecitata a pubblicare gli scatti dell’obiettivo più potente in orbita attorno a Marte, la telecamera Hirise del Mars Reconnaissance Orbiter, arriva la conferma definitiva sulla natura dell'oggetto. L'ultima richiesta formale in questo senso, come si apprende, porta la firma della deputata repubblicana Anna Paulina Luna, che ha contattato direttamente l'agenzia spaziale statunitense. A porre fine a ogni speculazione, che aveva per un momento fantasticato su un'origine artificiale del corpo celeste, sono state le osservazioni condotte con il radiotelescopio MeerKat, uno strumento tra i più avanzati al mondo, composto da sessantaquattro antenne dislocate nel deserto del Karoo.
Il segnale radio naturale
Il ventiquattro ottobre scorso, a pochi giorni dal passaggio al perielio, il radiotelescopio sudafricano ha infatti captato un debole ma significativo segnale radio, il quale, se in un primo momento aveva destato una certa curiosità, si è poi rivelato del tutto naturale. L'analisi approfondita delle frequenze, infatti, ha chiarito in modo inequivocabile che non si trattava di una trasmissione artificiale, bensì di un pattern di assorbimento tipico delle comete, un fenomeno ben noto alla scienza. Quel che ne risulta, quindi, è la pura e semplice conferma di quanto già ampiamente ipotizzato dalla maggior parte degli astronomi.
Un'opportunità per la scienza
La cometa interstellare, ormai definitivamente classificata come tale, continua il suo cammino di allontanamento, offrendo ancora una finestra temporale preziosa per le osservazioni. La sua velocità e la sua traiettoria, che la porteranno presto oltre i confini del nostro sistema solare, rendono ogni dato raccolto estremamente prezioso per comprendere la formazione e la composizione di oggetti provenienti da altri sistemi stellari. Le immagini della sonda cinese e i dati di MeerKat, i quali hanno permesso di escludere con certezza qualsiasi ipotesi fantasiosa, rappresentano solo l'inizio di un lavoro di analisi che promette di rivelare nuove, importanti informazioni.




