Atalanta, il caso Lookman si complica tra scelte tecniche e principi di club
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Redazione Sport
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La vittoria per 4-0 sul Lecce, la prima in questa stagione di Serie A, non è bastata a spegnere il caso che attanaglia l’Atalanta, il quale rischia di trasformarsi in una spina nel fianco per l’intero ambiente bergamasco. Al centro della controversia, che affonda le sue radici nelle tumultuose e non concluse trattative di mercato con l’Inter dello scorso agosto, c’è la figura di Ademola Lookman, l’attaccante il cui futuro appare ora più che mai nebuloso. La scelta del giocatore di richiedere di allenarsi separatamente dal gruppo – una mossa interpretata da molti come un chiaro segnale di disallineamento – ha innescato una reazione a catena, portando il tecnico Ivan Jurić a prendere una posizione netta, escludendolo dalla lista dei convocati per la partita contro i salentini.
Una decisione, questa, che non è stata affatto revocata in vista del prossimo impegno di Champions League contro il Paris Saint-Germain. Jurić, nel commentare la pesante vittoria al Via del Mare, ha definito pubblicamente la faccenda “spiacevole”, sottolineando con fermezza di volere nella sua squadra “solo gente pronta a difendere la maglia al cento per cento”, una frase che suona come un chiaro ammonimento non solo per l’attaccante ma per l’intero spogliatoio. Il mister, pur senza scendere in dettagli superfluì, ha lasciato intendere che la priorità assoluta è l’unità del gruppo e la completa dedizione al progetto, valori che in questo momento ritiene compromessi dal comportamento di Lookman.
A suffragio della linea dura adottata dalla società è intervenuto anche l’amministratore delegato Luca Percassi, il quale, ai microfoni di Dazn prima del fischio d’inizio con il Lecce, ha offerto una spiegazione che va oltre la semplice scelta tecnica. Percassi ha ribadito come l’Atalanta ponga alla base del suo successo dei principi inderogabili, tra i quali spicca la necessità di avere atleti totalmente concentrati e mentalmente integrati nel collettivo. La mancata convocazione di Lookman, quindi, è stata presentata come una conseguenza diretta e inevitabile della necessità di proteggere quell’etica di lavoro che la società considera un patrimonio non negoziabile.




