Il commiato di Carlo Conti tra regole di voto, co-conduttori e ospiti d'eccezione: la macchina di Sanremo 2026 è pronta a partire
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mancano ormai poche ore all’accensione delle luci del Teatro Ariston per la settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo, un’edizione che, come ampiamente preannunciato dallo stesso padrone di casa, porta con sé il peso specifico di un addio. Sarà infatti l’ultima volta, almeno per il momento, che Carlo Conti salirà quei celebri scaloni in qualità di conduttore e direttore artistico, un ruolo che ha ricoperto per cinque edizioni alternate negli anni. Una decisione, quella di lasciare il timone, ribadita dal diretto interessato con la consueta pacatezza in diverse interviste, dove ha spiegato, citando un illustre concittadino come Lorenzo il Magnifico, che «del doman non v’è certezza», ma che al contempo è giusto lasciare spazio a nuove idee e nuovo entusiasmo. Il meccanismo di gara, intanto, è stato definito nei minimi dettagli dal regolamento pubblicato nei mesi scorsi, che delinea una sfida tra ventisei Big e quattro Nuove Proposte, con un sistema di votazione ormai rodato che vede il Televoto pesare per il trentaquattro per cento, affiancato dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web e da quella delle Radio, ciascuna al trentatré per cento -1-5.
Il peso del ricordo e la squadra di conduttori che animerà il palco
Conti, che ha sempre manifestato un approccio pragmatico e leggero alla conduzione, ha voluto sin da subito dedicare questa sua ultima fatica a Pippo Baudo, considerato a tutti gli effetti l’inventore del Festival moderno e detentore del record di conduzioni. Un omaggio doveroso, questo, a chi quel palco lo ha letteralmente inventato e lo ha reso ciò che è oggi. Per condividere la ribalta di queste cinque serate, il direttore artistico ha riunito attorno a sé un gruppo eterogeneo di personalità del mondo dello spettacolo e non solo, creando un mosaico di co-conduttori pensato per intercettare i gusti di un pubblico trasversale. La presenza fissa di Laura Pausini, che affiancherà Conti in tutte le puntate, fungerà da pilastro di continuità -3. Ma è nel palinsesto delle singole serate che si svela la varietà della scelta: il martedì toccherà al divo turco Can Yaman, la cui presenza segna un doppio primato, essendo lui il primo attore internazionale a ricoprire questo ruolo e il primo di nazionalità turca a calcare il palco dell’Ariston -3.
La seconda serata, quella di mercoledì, vedrà invece un trio eclettico composto dall’attrice Pilar Fogliati, dal cantante e icona pop Achille Lauro e dal comico Lillo -1. Un connubio, questo, che mescola recitazione, musica e comicità, cercando di coprire più linguaggi espressivi. Per la terza serata, quella di giovedì, il testimone passerà alla supermodella russa Irina Shayk, la cui bellezza e notorietà internazionale sono destinate a catturare l’attenzione dei media di tutto il mondo. Ma le sorprese non finiscono qui: nella stessa serata, come svelato da Conti a Che tempo che fa, arriverà anche Ubaldo Pantani, chiamato a prestare il volto e la voce al suo noto personaggio di Lapo Elkann, un'incursione comica che promette di movimentare la scaletta -1.
La finale affidata all'informazione e gli ospiti musicali di peso
Per l’ultima, decisiva serata di sabato, la scelta è caduta su un volto noto del giornalismo italiano. Sarà infatti Giorgia Cardinaletti, volto di punta del Tg1, a salire sul palco al fianco di Conti e Pausini per accompagnare la proclamazione del vincitore. Un annuncio, questo, fatto in diretta nel corso dell’edizione serale del telegiornale, secondo una tradizione consolidata che affida alla testata Rai la comunicazione di queste ultime importanti tessere del mosaico -4-8. Oltre ai conduttori, l’edizione 2026 potrà contare su una serie di ospiti musicali di primo piano, con Tiziano Ferro atteso come super ospite nella prima serata di martedì, a testimoniare un ritorno all’Ariston dove, pur non avendo mai gareggiato, si è esibito più volte in passato -7. Tra gli altri nomi circolati, quello di Eros Ramazzotti e l’attesa per la presenza, nella serata di venerdì, di Bianca Balti, reduce da un anno difficile che la modella racconterà al pubblico -2.
La macchina organizzativa, insomma, è ormai in moto da tempo, con Conti che ha lavorato per cesellare una squadra che rispecchiasse la sua idea di intrattenimento leggero ma curato, capace di mescolare mondi diversi senza perdere di vista la musica, che rimane il fulero centrale dell’intera manifestazione. Lo stesso conduttore, parlando della varietà dei generi in gara, ha sottolineato come quest’anno ci sia una gamma ancora più ampia di sonorità, dai brani d’amore al rock, passando per ritmi latini e rap, e ha ribadito l’importanza che le canzoni, una volta spento il "fumo" del Festival, restino in circolazione nelle radio e nella vita delle persone -6-10.
Le regole del gioco e l’omaggio alla storia della musica italiana
Sul fronte strettamente tecnico, il regolamento conferma l’impianto sperimentato nell’edizione precedente, con la prima serata dedicata all’ascolto di tutti i ventisei Big, votati esclusivamente dalla Giuria della Sala Stampa, e le successive due serate che vedranno alternarsi tredici artisti a sera, votati dal pubblico e dalla Giuria delle Radio. Spazio poi, come da tradizione ormai consolidata, alla serata del venerdì dedicata alle cover, che quest’anno assegnerà un Titolo autonomo di vincitore senza incidere sulla classifica generale, per poi lasciare spazio alla finalissima di sabato, dove i voti di tutte le precedenti serate (ad eccezione di quella delle cover) si sommeranno a quelli dell’ultima esibizione per decretare il successore di Angelina Mango -9.
Parallelamente alla gara, spazio anche ai riconoscimenti alla carriera, annunciati da Conti a pochi giorni dal via: andranno a Fausto Leali, interprete di rara intensità, a Mogol, paroliere che ha scritto pagine indelebili della musica leggera, e a Caterina Caselli, cantante e poi lungimirante produttrice discografica -4-8. Un modo per legare il presente della kermesse alla sua storia più autentica, proprio mentre il direttore artistico uscente si appresta a chiudere il suo ciclo personale con la manifestazione, dopo aver collezionato scoperte e successi, dai tempi di Ermal Meta e Francesco Gabbani fino alle ultime edizioni. Tra i retroscena più curiosi, infine, spicca la presenza all’Ariston del figlio di Conti, Matteo, il quale, come raccontato dal padre, ha accettato di seguirlo in Riviera più per il piacere di marinare la scuola che per l’attrazione nei confronti delle star della musica, arrivando a raccomandarsi di non essere presentato a nessun cantante perché, si è scoperto, preferisce andare a pesca -6-10.




