Sanremo 2026, il parterre dei conduttori scelto da Carlo Conti tra conferme e prime volte
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sarà un’edizione quella del Festival in partenza domani sera dal Teatro Ariston che, per esplicita ammissione del suo direttore artistico e conduttore, porta con sé il peso di un testamento spirituale, dedicato com’è alla memoria di Pippo Baudo, il maestro di cerimonie che quel palco l’ha calcato per tredici volte, segnando un’epoca. Carlo Conti, alla sua quinta conduzione e all’ultima come da lui stesso annunciato, ha messo a punto un meccanismo collaudato, fatto di volti noti e presenze inedite, costruendo un cast di co-conduttori che possa attraversare trasversalmente i gusti del pubblico, quello più affezionato e quello più giovane e social. L’impianto, come è ormai consuetudine delle ultime gestioni, prevede una figura femminile fissa al fianco del padrone di casa per tutte e cinque le serate, ruolo che quest’anno spetta a Laura Pausini, la quale ha più volte confessato di aver superato le sue ansie da palcoscenico solo grazie all’insistenza dello stesso Baudo, che la spinse ad accettare.
Il carnet dei presentatori, che si alterneranno sul palco sera dopo sera, mescola sapientemente il richiamo popolare internazionale con la comicità nostrana e la leggerezza dei volti televisivi. Per la serata d’esordio, quella di martedì 24 febbraio, accanto a Conti e alla Pausini ci sarà l’attore turco Can Yaman, una scelta che punta dritta al cuore del pubblico femminile e degli appassionati di serie televisive, rappresentando peraltro la prima volta di un volto della televisione turca nella conduzione di una serata del Festival. La seconda serata, mercoledì 25, vedrà invece un trittico eterogeneo: l’attrice Pilar Fogliati, reduce dal successo di Cuori, il cantante Achille Lauro, ormai una vera e propria maschera sanremese per le sue numerose e iconiche partecipazioni, e il comico Lillo, chiamato a portare una comicità fisica e surreale che ben si distanzia dai classici tormentoni da dopofestival




