L’Ue apre il cluster 6 con l’Ucraina, Super Tuesday per l’allargamento a quattro candidati

L’Ue apre il cluster 6 con l’Ucraina, Super Tuesday per l’allargamento a quattro candidati
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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’Unione europea ha ufficialmente aperto il cluster 6 dei negoziati di adesione con l’Ucraina, relativo alle relazioni esterne, in occasione della terza Conferenza di adesione Ue-Ucraina tenutasi oggi a Bruxelles. La decisione, formalizzata il 14 luglio, rappresenta il secondo raggruppamento tematico ad essere avviato dopo il cluster 1, dedicato ai fondamentali, e segna un’accelerazione del percorso di Kiev verso l’ingresso nell’Unione.

Il ministro irlandese per gli Affari europei, Thomas Byrne, la cui presidenza di turno sta guidando il processo, ha definito il passo come un’importante pietra miliare, sottolineando come l’apertura del sesto cluster dimostri l’impegno concreto del Consiglio nei confronti della politica di allargamento.

Super Tuesday: quattro conferenze in un giorno

La giornata del 14 luglio non ha riguardato però solo l’Ucraina; la commissaria europea per l’Allargamento, Marta Kos, ha descritto l’appuntamento come un vero e proprio “Super Tuesday” dell’allargamento, un evento che non si vedeva da oltre due decenni. In un solo giorno, Bruxelles ha ospitato quattro distinte conferenze intergovernative, con l’obiettivo di dare slancio ai percorsi di adesione di altrettanti Paesi candidati: Ucraina, Moldova, Albania e Montenegro.

Per Ucraina e Moldova, l’apertura del cluster 6 rappresenta l’ingresso in una fase negoziale ad alta intensità tecnica, che include il coordinamento diplomatico, la politica estera e di sicurezza comune e le politiche commerciali. La commissaria Kos ha sottolineato come lo slancio impresso in questa giornata debba ora tradursi in risultati concreti, pur ricordando che il cammino richiederà ancora un lavoro intenso da parte dei candidati per mantenere gli impegni presi.

L’avanzata dell’Ucraina e il peso geopolitico

Nonostante le difficoltà legate al conflitto in corso, il vice primo ministro ucraino per l’Integrazione europea, Taras Kachka, ha ribadito che l’obiettivo rimane quello di chiudere l’intero processo negoziale entro la fine del 2027, adottando e iniziando ad attuare tutta la legislazione necessaria per l’adesione. Da parte sua, Byrne ha riconosciuto gli sforzi di Kiev, affermando che il Paese ha compiuto progressi significativi nell’allineamento della propria legislazione all’acquis comunitario, nonostante la guerra di aggressione russa.

La commissaria Kos ha aggiunto che l’architettura di sicurezza futura del continente europeo è impensabile senza l’Ucraina, definendo il Paese come un attore con un peso geopolitico maggiore che in qualsiasi altro momento della sua storia, anche grazie alle capacità militari sviluppate, in particolare nel settore dei droni.

Balcani occidentali: Montenegro e Albania fanno passi avanti

Parallelamente ai progressi di Kiev e Chișinău, il Montenegro ha ufficialmente chiuso provvisoriamente altri due capitoli negoziali, l’8 sulla concorrenza e il 29 sull’unione doganale, raggiungendo così quota 18 capitoli chiusi su 33 totali, ossia oltre la metà del percorso. Per Marta Kos, Podgorica si trova ormai nella fase finale della preparazione all’adesione, avvertendo però che il lavoro più delicato, relativo al rafforzamento delle istituzioni democratiche, deve ancora venire.

L’Albania, invece, si appresta a chiudere i primi tre capitoli del suo negoziato (Scienza e ricerca, Istruzione e cultura, Relazioni esterne), un momento spartiacque per il Paese che punta a completare i negoziati tra il 2027 e il 2028.

L’insieme di questi passi, sottolinea la presidenza irlandese, dimostra come l’allargamento sia una necessità geopolitica per preservare la stabilità e la sicurezza del continente, ma il ritmo dei progressi resta subordinato alla capacità dei singoli Paesi di portare avanti le riforme richieste e al consenso politico dei 27 Stati membri.

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