Viareggio invasa per i 100 giorni all'esame, Valditara firma il decreto sulle aree disciplinari
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Redazione Interno
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Martedì 10 marzo 2026, la data segnata sui calendari di mezzo milione di studenti italiani, ha rappresentato l'avvio ufficiale del conto alla rovescia più sentito: quello che porta alla prima prova della maturità, fissata per il 18 giugno. Se nelle aule scolastiche si consumano gli ultimi quattro mesi di lezioni, sul litorale toscano, e in particolare a Viareggio, il rito dei cento giorni ha assunto le dimensioni di un vero e proprio fenomeno di massa, richiamando, come riportato da fonti locali, una folla di maturandi senza precedenti, un'ondata di giovani che da ogni provincia della regione ha preso d'assalto la spiaggia per affidare al mare le proprie speranze di voto. Quella che un tempo era una scaramanzia tramandata tra banchi si è trasformata, soprattutto nell'ultimo decennio e in maniera esponenziale dopo il periodo pandemico, in un raduno collettivo che fonde musica, socialità e ansia pre-esame. La macchina organizzativa, guidata dalla community studentesca ScuolaZoo in sinergia con il Comune di Viareggio e l'Associazione NOSS Italia, ha allestito sul Belvedere delle Maschere un palco per dj set e animazione, mentre in Piazza Mazzini è sorto il Villaggio del Maturando, uno spazio che, oltre all'intrattenimento, ha ospitato stand dedicati alla prevenzione e alla sicurezza, con il coinvolgimento della Croce Rossa Italiana e del progetto LoveRED, a testimonianza di una volontà di coniugare la spensieratezza della festa con momenti di riflessione e responsabilità.
Dalle aule alla spiaggia, il lungo countdown dei maturandi
Il significato di questa ricorrenza, che affonda le sue radici in una curiosa genesi extra-scolastica, si intreccia inevitabilmente con le novità normative che plasmeranno l'esame di Stato. Mentre i ragazzi scrivevano sulla sabbia il punteggio sperato, seguendo un rito simbolico che chiude la giornata, il Ministero dell'Istruzione procedeva con la riorganizzazione dei meccanismi valutativi. La tradizione, come spiegano gli storici della materia, non nasce con i libri di testo, ma con la divisa militare: pare che nell'Accademia di Torino del 1840, un allievo di nome Emanuele Balbo Bertone di Sambuy, apprendendo che il corso per diventare sottotenente avrebbe avuto una durata fissa di tre anni, esclamò in piemontese *Mach pì tre ani* (solo più tre anni). Da quel momento, il conto alla rovescia entrò nel gergo dei cadetti, trasformando gli anni in giorni fino al fatidico *Mach pì cent*, un'espressione che poi, con il passaparola, tracimò dalle caserme alle scuole civili, radicandosi nella cultura studentesca come momento per esorcizzare la tensione.
La riforma della valutazione, aree disciplinari per uniformare i giudizi
Parallelamente alla movida viareggina, il Ministero guidato da Giuseppe Valditara ha messo a punto gli strumenti burocratici che daranno forma alle prove scritte. Con il decreto n. 28 del 18 febbraio 2026, infatti, è stata firmata una riorganizzazione che riguarda da vicino il lavoro delle commissioni, le quali si troveranno a correggere gli elaborati seguendo un nuovo criterio di aggregazione delle materie. L'obiettivo dichiarato dal provvedimento è quello di garantire maggiore uniformità e coerenza nei giudizi, raggruppando le discipline dell'ultimo anno in aree specifiche, solitamente due per ogni indirizzo di studio. Si va, come si legge nel testo, dall'area linguistico-storico-filosofica per il Liceo Classico e Scientifico, a quella scientifica, mentre per il nuovo Liceo del Made in Italy l'accorpamento vede un ambito linguistico-umanistico affiancato a quello scientifico-economico-giuridico. Non si tratta di una gabbia rigida, viene specificato, perché l'attivazione di questo metodo per aree è subordinata alla presenza di almeno due docenti per ciascuna area, lasciando comunque ferma la responsabilità collegiale dell'intera Commissione nella valutazione complessiva.
Le date e le regole del nuovo esame di Stato
Il countdown aperto il 10 marzo scandisce quindi il tempo che separa gli studenti da appuntamenti precisi: la prima prova, il tema di italiano, è attesa per il 18 giugno, mentre il giorno successivo, il 19, si svolgerà la seconda prova, differenziata per indirizzi. Tra le novità di quest'anno, che emergono dal quadro normativo, spicca la struttura del colloquio orale, il quale verterà su quattro discipline principali selezionate dal Ministero e non più sull'intero spettro delle materie; al Classico, ad esempio, gli studenti dovranno confrontarsi su italiano, latino, storia e matematica, allo Scientifico su italiano, matematica, storia e scienze naturali. La commissione esaminatrice, inoltre, sarà composta da quattro membri, due interni e due esterni, oltre al presidente, anch'egli esterno, una composizione più snella rispetto al passato. Un altro aspetto sostanziale introdotto dalla riforma, e che mira a responsabilizzare i candidati, riguarda l'obbligatorietà di sostenere tutte le prove: chi dovesse fare *scena muta* all'orale, anche in presenza di crediti pregressi, non potrà essere ammesso al diploma, una misura che segue le polemiche degli anni precedenti.
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Description: Il 10 marzo scatta il countdown per la Maturità 2026. A Viareggio migliaia di studenti per la festa dei 100 giorni, mentre il Ministero firma il decreto sulle nuove aree disciplinari per la correzione delle prove scritte.




