Fiat e Lancia, il futuro si gioca a Parigi tra piattaforme cinesi e scommesse industriali
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Redazione Economia
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L’industria automobilistica italiana si appresta a vivere un autunno caldo, con il Salone di Parigi che si conferma vetrina cruciale per le strategie di Stellantis. Mentre i riflettori si accendono sulla kermesse parigina in programma per il prossimo ottobre, i dossier più caldi riguardano il destino di due marchi storici del gruppo, Fiat e Lancia, alle prese con piani industriali che intrecciano tradizione produttiva e necessità di competere in un mercato sempre più influenzato dalle tecnologie cinesi.
Il futuro della Pandina e il nodo delle alleanze con la Cina
L’attuale Fiat Pandina continuerà a essere assemblata nello stabilimento di Pomigliano d’Arco almeno fino al 2027, garantendo continuità produttiva al modello più venduto del brand torinese. Non volendo lasciare scoperto un segmento così strategico, Fiat lavora già alla prossima generazione: fonti vicine al gruppo indicano la possibilità di una presentazione in forma di concept car proprio al Salone di Parigi 2026, dove potrebbero essere anticipati i tratti della cosiddetta “Giga Panda” e della versione Fastback. In questo quadro di rinnovamento si inserisce il dibattito sulla Panda del 2028, la nuova Pandina che secondo le ultime indiscrezioni potrebbe montare una piattaforma di origine cinese, pur con la produzione confermata in Italia, probabilmente a Pomigliano, come contromossa strategica per contenere i costi e replicare il successo di modelli low-cost provenienti dall’Asia.
Lancia Gamma, l’ammiraglia che segna il rilancio
In parallelo, Lancia si prepara a compiere un passo decisivo per il suo rilancio con la nuova Gamma, attesa protagonista indiscussa a Parigi. Il modello segna il ritorno del marchio nei segmenti superiori, trattandosi di una ammiraglia di segmento D dalle forme slanciate: si configura come un SUV a due volumi lungo circa 4,7 metri, basato sulla piattaforma STLA Medium e destinato alla produzione nello stabilimento di Melfi. Le foto spia e i render più recenti suggeriscono una vettura dalle proporzioni molto equilibrate, con una carrozzeria che abbandona le convenzioni dei crossover tradizionali per sposare linee più dinamiche e filanti. Per Lancia, che per anni si è concentrata sulla sola Ypsilon, l’arrivo della Gamma rappresenta un banco di prova industriale e commerciale delicatissimo, il primo passo concreto verso l’espansione della gamma dopo l’operazione nostalgia della nuova Ypsilon.
Il piano SUV di Stellantis e le cinque novità in arrivo
Il gruppo Stellantis sta preparando un vero e proprio assalto al mercato dei SUV, con una batteria di cinque modelli destinati ad arrivare entro il 2027. In cima alla lista c’è proprio la Lancia Gamma, il cui reveal è atteso già nel mese di aprile prima della presentazione al pubblico parigino. A seguire, il calendario prevede l’arrivo di due nuovi SUV Fiat, attualmente soprannominati Grizzly e Fastback, che dovrebbero essere svelati nel corso della prossima estate per poi essere confermati ufficialmente al Salone di Parigi. Completano il quadro la nuova Jeep Renegade, anch’essa destinata a un profondo rinnovamento, e un altro modello strategico ancora in fase di definizione. Questo piano industriale mira a rafforzare l’offerta di alcuni dei marchi più strategici del gruppo, puntando su un mix di motorizzazioni ibride ed elettriche per coprire tutte le fasce di mercato.
Pomigliano, Melfi e la sfida della mobilità globale
La produzione rimane un tassello fondamentale delle scelte strategiche. Se Melfi si prepara a ospitare l’ammiraglia Lancia e parte della futura produzione Jeep, Pomigliano d’Arco resta il cuore pulsante della Fiat, con l’obiettivo di mantenere in Italia il cuore della produzione delle citycar. Il Salone di Parigi 2026, che si terrà nel mese di ottobre nella capitale francese, servirà proprio a fare chiarezza su questi scenari: sarà l’occasione per vedere dal vivo i primi esemplari dei nuovi SUV Fiat, per toccare con mano la nuova Lancia Gamma e per capire come Stellantis intende articolare la propria gamma nei prossimi anni, cercando di coniugare il “Made in Italy” con le economie di scala globali.




