Emma Bonino ricoverata in codice rosso al Santo Spirito: problemi respiratori, è grave ma lucida

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una delle figure più longeve e rappresentative della politica italiana, Emma Bonino, è stata trasportata in codice rosso all'ospedale Santo Spirito di Roma nel tardo pomeriggio di lunedì 7 settembre.

La leader di +Europa, 78 anni, è stata soccorsa nella sua abitazione nella zona centrale della Capitale dopo un improvviso peggioramento delle sue condizioni di salute; secondo le prime informazioni raccolte dai suoi collaboratori e dallo staff medico, a rendere necessario il trasferimento d'urgenza in ambulanza sarebbero state delle serie difficoltà respiratorie che hanno allarmato il suo entourage.

Non è ancora stata formulata una diagnosi precisa, ma i medici del nosocomio romano hanno attivato immediatamente tutte le procedure del caso, sottoponendo l'ex ministra a una serie di accertamenti clinici per valutare la funzionalità polmonare e i parametri vitali.

Le prime ore di ricovero e il bollettino medico

Il quadro clinico, sebbene oggettivamente grave al punto da giustificare il codice rosso con cui Bonino è stata accettata in pronto soccorso, presenta tuttavia alcuni elementi che, per quanto precauzionali, inducono i sanitari a un cauto ottimismo. A fugare i timori più immediati è stato lo stesso medico curante della leader radicale, Claudio Santini, il quale ha tenuto a precisare che Bonino, nonostante la difficoltà respiratoria che l'ha colpita, è rimasta sempre vigile e perfettamente lucida durante tutto il tragitto in ambulanza e successivamente all'arrivo in ospedale.

Santini, che si è messo in costante contatto con i colleghi del Santo Spirito per seguire da vicino l'evolversi della situazione, ha confermato che la paziente sta rispondendo alle terapie e che al momento non è stato disposto alcun ricovero ordinario, proprio perché gli esami sono ancora in corso e non esiste ancora un quadro diagnostico definitivo su cui basare un protocollo di cura stabile.

La carriera politica di Emma Bonino tra istituzioni europee e governi italiani

Classe 1948, entrata alla Camera dei deputati per la prima volta nel 1976, a soli 28 anni, Bonino è stata negli ultimi cinquant'anni una presenza costante e influente nel panorama politico nazionale, legando indissolubilmente il proprio nome alla stagione del Partito Radicale prima e di Marco Pannella poi, per poi diventare il simbolo di quella corrente riformista e liberale che ha trovato in +Europa l'ultima espressione politica.

Il suo curriculum istituzionale è tra i più ricchi e variegati: ha ricoperto l'incarico di commissaria europea dal 1995 al 1999, occupandosi di dossier fondamentali come gli aiuti umanitari, la pesca e la tutela dei consumatori; è stata ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee nel secondo governo Prodi, dal 2006 al 2008; ha assunto la carica di vicepresidente del Senato nella legislatura successiva, dal 2008 al 2013, per poi essere chiamata a guidare la Farnesina nel governo Letta, un incarico di altissimo profilo che l'ha vista impegnata sulle crisi internazionali e

Sulla diplomazia italiana in un periodo particolarmente complesso per gli equilibri mondiali.

I precedenti e le condizioni attuali

Non è la prima volta che la salute della 78enne politica radicale finisce al centro dell'attenzione pubblica, ma in questa circostanza l'allarme è stato particolarmente forte a causa della rapidità con cui si è manifestato il peggioramento della funzionalità respiratoria.

I collaboratori più stretti, che hanno dato l'allarme e chiamato i soccorsi, hanno riferito che l'ex ministra, pur accusando un forte disagio fisico e una evidente fatica a respirare, non ha mai perso la coscienza, riuscendo anzi a interagire con i sanitari e a rispondere alle domande del personale del 118 prima e dei medici del pronto soccorso poi.

Al momento, gli specialisti dell'ospedale Santo Spirito stanno monitorando con attenzione l'evoluzione dei parametri ematici e la saturazione dell'ossigeno, mentre sono in corso ulteriori accertamenti strumentali per escludere eventuali complicanze a carico del sistema polmonare o cardiaco; la decisione se procedere con un ricovero vero e proprio, e in quale reparto, verrà presa solo al termine di questa fase di osservazione, quando i risultati degli esami forniranno un quadro sufficientemente chiaro per orientare la terapia più appropriata.

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