Brasile, Lula insegue Flávio Bolsonaro al ballottaggio: il clan del senatore conquista il Congresso

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il primo turno delle elezioni presidenziali brasiliane ha prodotto un risultato che ha ribaltato i pronostici della vigilia. Flavio Bolsonaro, senatore del Partito Liberale e figlio dell'ex presidente Jair, ha chiuso in vantaggio con il 47,03% dei voti validi contro il 45,16% di Luiz Inacio Lula da Silva, che ambiva a una rielezione al primo turno. Poiché nessuno dei due ha superato la soglia della maggioranza assoluta, il ballottaggio è fissato per il 25 ottobre, quando i due candidati si affronteranno di nuovo in un testa a testa che si annuncia estremamente serrato.

Il sorpasso nelle urne e la geografia del voto

Il candidato conservatore ha costruito il proprio vantaggio fin dalle prime fasi dello spoglio, quando i risultati delle grandi città del Sud-est — San Paolo e Rio de Janeiro in testa — hanno cominciato a fluire nei sistemi del Tribunale Superiore Elettorale. Lula ha trovato le sue roccaforti nelle zone rurali e nel Nord-est, ma la rimonta messa in atto nelle ultime ore non è stata sufficiente per colmare il divario, che in alcuni momenti ha toccato i dieci punti percentuali.

Il presidente uscente ha riconosciuto la sconfitta parziale in un discorso tenuto nella serata di domenica in un albergo di San Paolo: «Confesso che ero convinto di vincere le elezioni al primo turno. Ma ci sarà il secondo turno, ed è il momento della prova dei nove».

L'ombra delle inchieste giudiziarie sul candidato in testa

Il percorso di Flavio Bolsonaro verso il ballottaggio è accompagnato da un quadro giudiziario che resta sotto i riflettori. La Polizia Federale lo ha iscritto formalmente nel registro degli indagati per presunti reati di corruzione, riciclaggio e evasione valutaria legati al finanziamento del film «Dark Horse», opera dedicata alla biografia politica del padre.

L'indagine, autorizzata dal ministro del Supremo Tribunale Federale André Mendonça, ruota attorno ai rapporti tra il senatore e l'ex banchiere Daniel Vorcaro, già titolare della Banco Master, finito in custodia cautelare per quello che gli inquirenti descrivono come uno dei maggiori casi di frode finanziaria nella storia recente del Paese.

Le rimesse verso gli Stati Uniti e il coinvolgimento di Eduardo

Secondo i documenti trasmessi dalla Polizia Federale al Supremo Tribunale, tra febbraio e settembre 2025 sarebbero state effettuate rimesse internazionali per oltre 12,3 milioni di dollari verso un fondo con sede negli Stati Uniti, il Havengate Development Fund LP, per un contratto complessivo che prevedeva 24 milioni di dollari.

Gli investigatori stanno cercando di accertare se parte di questi fondi sia stata destinata a finalità diverse dalla produzione cinematografica e se vi sia stato un coinvolgimento di Eduardo Bolsonaro, fratello del senatore, che risiede negli Stati Uniti. Le indagini non costituiscono ancora un capo di imputazione formale: la decisione sulla eventuale formulazione delle accuse spetterà alla Procura al termine della fase istruttoria.

La galassia Rockbridge e le accuse di finanziamento estero

Un altro fronte di attenzione riguarda i legami tra la campagna del senatore e la Rockbridge Network, organizzazione conservatrice statunitense cofondata dal vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance, che riunisce investitori della Silicon Valley e promuove istanze della destra radicale.

Secondo quanto riferito da persone vicine alla campagna, l'imprenditore Pedro Sang, indicato come amministratore delegato di Rockbridge Brasil, avrebbe prestato consulenza al candidato, elaborando rapporti di monitoraggio e occupandosi di questioni legate all'infrastruttura di intelligenza artificiale, oltre ad aver contribuito a individuare l'immobile che ospita il comitato elettorale a San Paolo.

I servizi non risultano nella rendicontazione inviata al Tribunale Superiore Elettorale e la campagna nega qualsiasi apporto di risorse o strutture straniere, vietato dalla legislazione brasiliana.

I numeri dei «Bolsonaros» e il controllo del Congresso

Il risultato presidenziale non è l'unico dato che emerge dalle urne. La famiglia Bolsonaro ha piazzato quattro suoi esponenti in cariche legislative sotto la bandiera del Partito Liberale: Michelle, terza moglie di Jair, i figli Carlos e Jair Renan, e il fratello Renato. Il capostipite, condannato a 27 anni di reclusione per il tentato golpe del 2023, resta ai margini della scena politica attiva, ma il clan conserva una presa significativa sulla destra brasiliana. Il ballottaggio del 25 ottobre deciderà se questa influenza si tradurrà anche nella conquista del Palazzo del Planalto.

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