Piastri travolge Norris, la McLaren si spegne in una curva ad Austin

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Sprint Race del Gran Premio degli Stati Uniti, che pure si annunciava come un nuovo, potenziale duello tra i bolidi di Woking e l'astro Max Verstappen, si è risolta in un lampo per la McLaren, la cui corsa si è infranta clamorosamente prima ancora di cominciare davvero. All'uscita della prima curva, un contatto tra la Sauber di Nico Hülkenberg e l'auto di Oscar Piastri ha innescato una reazione a catena di violenza meccanica, trasformando le ambizioni del team in un ammasso di carbonio e delusione. L'australiano, che tentava un'ardita manovra per guadagnare posizioni, si è trovato suo malgrado nel ruolo di perno del disastro, colpendo, dopo l'impatto iniziale, proprio il compagno Lando Norris e coinvolgendo anche Fernando Alonso, in una sequenza che ha immediatamente spento sul nascere qualsiasi aspettativa.

Il domino che ha cambiato la gara

La dinamica, ricostruita attraverso le immagini e i dati telemetrici, mostra come Hülkenberg, partito da una posizione di retroguardia, abbia tardato la frenata in ingresso, centrando in pieno la vettura di Piastri. L'impatto, violento e improvviso, ha proiettato l'australiano, che non aveva spazio per evitare la collisione, contro la seconda McLaren, la quale a sua volta è stata spinta fuori traiettoria. Uno di quelli che, nel gergo delle piste, vengono definiti "incidenti da primo giro", dove le densità delle vetture è massima e il margine per l'errore, o per un semplice ritardo di frenata, si annulla completamente. Ne è scaturito un patatrac che ha costretto la direzione di gara a esporre la bandiera rossa, sebbene ormai il danno per la scuderia britannica fosse già compiuto e irreparabile.

Le reazioni e il peso in classifica

Dal box McLaren, del resto, non hanno fatto mistero di attribuire la responsabilità principale al pilota tedesco, bollando la sua azione come una "manovra da dilettante" in un contesto così delicato come quello della partenza. Una critica severa, che sottolinea la frustrazione per un episodio che ha vanificato il lavoro di un intero weekend, il quale aveva visto i due piloti tra i principali candidati a contendere la vittoria a Verstappen. Il bilancio, per la squadra, è di un doppio ritiro e di zero punti raccolti in una gara che, sulle carte, prometteva un bottino importante, mentre il rivale della Red Bull ha potuto amministrare la sua corsa senza pressioni.

Le conseguenze sul campionato

L'esito della Sprint, pertanto, ha regalato a Verstappen una vittoria quasi inattesa per la sua facilità, consentendogli di aggiudicarsi otto punti preziosi nella corsa al titolo piloti. Un vantaggio che, seppur non decisivo, assume un peso psicologico non indifferente, erodendo parte del margine che la McLaren aveva faticosamente costruito nelle gare precedenti. Alle sue spalle, il gruppo è stato ripescato dalle Ferrari, le quali hanno chiuso la gara in quarta e quinta posizione, raccogliendo i frutti di un weekend finora complicato e approfittando della sciagura altrui per limitare i danni in classifica costruttori.

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