Idf, ordigno sulla Linea Gialla a Gaza; raid israeliani in Libano: 11 morti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
La tensione in Medio Oriente non accenna a diminuire, anzi, si arricchisce di nuovi e preoccupanti capitoli che mettono a dura prova i fragili equilibri raggiunti con i cessate il fuoco. Nelle ultime ore, le Forze di difesa israeliane hanno reso noto un grave incidente avvenuto lungo la Linea Gialla, a nord della Striscia di Gaza, dove un veicolo del genio militare è finito su un ordigno esplosivo, episodio che è stato subito inquadrato come una chiara violazione della tregua da parte di Hamas.
Contestualmente, il fronte libanese si è riacceso con attacchi aerei israeliani che hanno provocato vittime tra i civili, gettando nuova ombra sui negoziati in corso e sulle prospettive di una stabilizzazione duratura dell'area. La situazione, già di per sé estremamente volatile, si complica ulteriormente mentre in Israele la macchina elettorale si mette in moto in vista del voto del 27 ottobre, con il premier Benjamin Netanyahu e il suo ministro della Difesa, Israel Katz, chiamati a gestire una crisi di sicurezza multipla.
L’esplosione sulla Linea Gialla e la rappresaglia israeliana
L'episodio che ha innescato la nuova ondata di tensione risale a domenica 6 settembre, quando un convoglio dell'esercito israeliano è incappato in un ordigno posizionato lungo la Linea Gialla, la zona di demarcazione che separa il territorio di Gaza da Israele. Secondo quanto comunicato dalle stesse Idf tramite i propri canali ufficiali, l'ordigno era stato piazzato da elementi riconducibili ad Hamas e ha colpito un veicolo del genio militare, provocando danni ma, fortunatamente, nessuna vittima tra i soldati israeliani.
L'esercito ha immediatamente definito l'accaduto come una "palese violazione del cessate il fuoco", un atto che non poteva e non sarebbe rimasto senza risposta.
La reazione non si è fatta attendere e, nel corso della notte, l'aviazione e l'artiglieria israeliana hanno preso di mira quelle che sono state definite come "infrastrutture terroristiche di Hamas" all'interno della Striscia di Gaza. I bersagli, spiega una nota militare, erano utilizzati dal gruppo palestinese per preparare attacchi contro i civili e le stesse forze israeliane e il loro centro è stato distrutto per neutralizzare una minaccia imminente.
Nonostante questa escalation localizzata, le Idf hanno tenuto a precisare che le proprie truppe, inquadrate nel Comando Sud, rimangono schierate nella zona in ottemperanza agli accordi vigenti, pronte a operare per eliminare qualsiasi ulteriore pericolo per la sicurezza, ma senza apparentemente uscire dal quadro formale della tregua.
Libano, i raid notturni e il bilancio delle vittime
Se a Gaza il cessate il fuoco mostra la sua fragilità con un'azione mirata e una rappresaglia circoscritta, è sul fronte libanese che la situazione sembra precipitare in modo più drammatico. Nella stessa notte, l'aviazione israeliana ha condotto pesanti bombardamenti sul sud del Libano, in particolare colpendo un villaggio che è stato teatro di un attacco devastante.
L'agenzia di stampa nazionale libanese Nna ha riportato un bilancio provvisorio e tragico, parlando di almeno undici persone morte, tra cui due neonati, rimasti uccisi nel crollo di un edificio residenziale di tre piani colpito da un raid a Kfar Remmane, nella zona di Nabatieh.
A questi si aggiungono due soccorritori uccisi mentre si trovavano a bordo della loro auto, colpita da un secondo attacco nella medesima area, portando il numero delle vittime a toccare quota undici e facendo salire a diciotto il totale delle vittime in sole 48 ore, considerando che già domenica altri sette attacchi avevano seminato morte e distruzione.
L'offensiva israeliana, che ha colpito anche infrastrutture e un edificio del ministero delle Finanze, è stata giustificata dall'esercito come risposta al lancio di droni esplosivi contro le proprie truppe, mentre fonti locali denunciano la mancanza di preavvisi di evacuazione per alcune zone colpite.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha parlato di una "pericolosa escalation", accusando Israele di sabotare gli sforzi per la pace, mentre il cessate il fuoco raggiunto a giugno, che prevedeva il graduale ritiro israeliano e il dispiegamento dell'esercito libanese nel sud, sembra ormai una carta straccia, messo in discussione da questi raid che rischiano di far saltare anche i prossimi colloqui di pace previsti a Roma per metà settembre.
La minaccia di Katz e lo scenario elettorale
A complicare ulteriormente il quadro, in questo già infuocato scacchiere mediorientale, si aggiungono le dichiarazioni del ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che ha allargato il raggio d'azione della minaccia anche alla Cisgiordania. In seguito a un accoltellamento avvenuto in un insediamento nel nord del territorio, Katz ha ribadito la ferma linea del governo, affermando che la politica in Giudea e Samaria è chiara e prevede di "perseguire con forza il terrorismo palestinese" e "sviluppare e rafforzare gli insediamenti ebraici".
Il ministro ha poi evocato uno scenario estremo, dichiarando che il premier Netanyahu e lui stesso hanno dato disposizioni all'esercito di prepararsi a una "guerra totale" contro l'Autorità Palestinese, qualora i suoi apparati di sicurezza dovessero lanciare un attacco simile a quello del 7 ottobre, paragonando l'ipotetica azione militare a quelle già condotte a Gaza e in Libano.
Questo scenario di conflitto permanente, che vede le forze israeliane impegnate su più fronti, si inserisce in un momento politico cruciale per Israele. I partiti sono infatti in piena campagna elettorale per le elezioni del 27 ottobre, con il Likud di Netanyahu che ha appena tenuto le sue primarie e che vede il ministro Katz giocare un ruolo chiave nella futura lista.
La guerra, con la sua capacità di sovvertire gli equilibri politici interni, resta il pensiero dominante e condiziona le scelte del governo, in un delicato bilanciamento tra esigenze di sicurezza, pressioni internazionali e consenso interno, in un contesto in cui la parola "tregua" sembra avere un valore sempre più effimero.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
