Fiat Grande Panda a benzina: la sfida interna a 15.000 euro
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Redazione Economia
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La Fiat ha ufficialmente svelato ieri la versione a benzina pura della nuova Grande Panda, fissandone il prezzo di partenza a 14.950 euro, una cifra che, per la sua aggressività, è destinata a influenzare gli equilibri del mercato delle utilitarie in Italia e in Europa. Il modello, spinto da un propulsore 1.2 turbo da 100 cavalli associato a un cambio manuale a sei marce, completerà la gamma affiancandosi alle varianti già annunciate, ovvero quella elettrica e quella mild hybrid, con le consegne che avverranno a partire dal 2026. La strategia della casa torinese, che in questi anni ha saputo consolidare il suo appeal proponendo vetture dal buon valore tecnico a costi contenuti, punta ora a conquistare una fetta significativa del florido segmento dei B-SUV, categoria di cui la Grande Panda – con i suoi 3,99 metri di lunghezza e un bagagliaio che può arrivare fino a 1.360 litri – fa pienamente parte.
Ciò che immediatamente solleva interrogativi, tuttavia, è l’impatto che questa mossa avrà sulla sorella minore, la Pandina prodotta nello stabilimento di Pomigliano d’Arco. I prezzi delle due vetture, infatti, risultano ormai pericolosamente vicini, il che potrebbe innescare una corsa all’acquisto a discapito del modello storico. Non è affatto semplice, del resto, giocare con i sentimenti degli automobilisti quando si ha a che fare con un’icona della motoristica nazionale, un’automobile con cui intere generazioni hanno condiviso momenti fondanti della propria vita, dai primi viaggi ai traslochi.
La nuova arrivata, che si appresta a debuttare sul mercato con quattro distinti allestimenti – dal più essenziale al top di gamma –, rappresenta un’evoluzione necessaria per tentare di reggere il passo con l’innovazione portata avanti da altri grandi costruttori, in un’epoca dove i SUV dominano incontrastati le preferenze di acquisto. La sua genesi, peraltro, riflette le attuali dinamiche industriali globali: così come l’originale Panda del 1980, nata dalla matita di Giugiaro, traeva ispirazione dalle utilitarie francesi dell’epoca, la nuova generazione affonda le sue radici in un gruppo a prevalente dna transalpino.




