La tentazione di Spalletti: Kolo Muani e Woltemade insieme, ma non subito

La tentazione di Spalletti: Kolo Muani e Woltemade insieme, ma non subito
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Luciano Spalletti ha un problema di abbondanza, che nel calcio è spesso il migliore dei problemi possibili. Nick Woltemade e Randal Kolo Muani si sono presi la scena nella rimonta di Vigo contro il Celta, firmando entrambi i gol che hanno rimesso in piedi una partita che sembrava incanalata verso un altro risultato. Eppure, alla vigilia della sfida contro la Lazio, il tecnico della Juventus non ha alcuna intenzione di consegnare ai due attaccanti una maglia da titolare in coppia fissa.

La sua spiegazione, del resto, non lascia spazio a interpretazioni: schierarli insieme dall'inizio significherebbe rinunciare a una carta decisiva nella ripresa, quando le difese si allungano e gli spazi si aprono. «Mettendoli dentro insieme dal primo minuto, perderei della forza nella ripresa», ha spiegato Spalletti, aggiungendo che i due, insieme a Nico Gonzalez, rappresentano comunque le sue armi più pericolose.

Un centravanti atipico che sta imparando a fare il centravanti

Quando Woltemade è arrivato a Torino, a inizio settembre, Spalletti era stato chiarissimo: se non è un uomo d'area, dovrà diventarlo. Il tedesco, del resto, non è mai stato un centravanti da area piccola e sportellate continue. Gli piace cucire il gioco, abbassarsi, liberare varchi per i compagni: caratteristiche che Aldo Serena, ex centravanti bianconero, ha definito «atipiche» per un giocatore della sua stazza. Eppure, i numeri cominciano a raccontare una storia diversa.

In Europa League Woltemade ha già segnato due reti in due partite, contro il Nec e contro il Celta Vigo, mentre in campionato il conto resta ancora fermo a zero. Non è un dettaglio trascurabile, perché la Juventus ha bisogno di gol anche in Serie A, non soltanto nelle notti europee.

L'intesa che funziona quando i due si trovano vicini

Il dato che salta all'occhio, scorrendo le statistiche delle ultime uscite, è che tutte e tre le reti segnate da Kolo Muani nelle ultime quattro partite sono arrivate con Woltemade contemporaneamente in campo. Non è una coincidenza. Il francese si esalta quando può svariare sulle corsie e attaccare la profondità, ma ha bisogno di un diversivo che tenga impegnati i centrali avversari: il tedesco, piazzato nel mezzo, catalizza l'attenzione dei difensori, soprattutto sui palloni alti, e libera spazio per gli inserimenti del compagno.

A Vigo si è visto esattamente questo, con il gol del pareggio firmato da Woltemade dopo un errore di Marcos Alonso e il sigillo finale di Kolo Muani al novantaduesimo, su un'azione che ha premiato la capacità del francese di attaccare l'area nel momento giusto.

La gestione dei novanta minuti e le carte da tenere in mano

La scelta di non schierarli entrambi dall'inizio, però, non risponde soltanto a logiche di alternativa. Spalletti deve fare i conti con un centrocampo che, tra infortuni e assenze, non può garantire una pressione costante per tutta la durata della partita. Gli esterni offensivi a disposizione sono tutti attaccanti, il che significa che il carico offensivo va necessariamente dosato. Contro la Lazio, ad esempio, Kolo Muani dovrebbe partire titolare, con Woltemade pronto a entrare a gara in corso, esattamente come accaduto contro il Celta e, prima ancora, a Cagliari.

È una gestione che punta a concentrare la fisicità e la pericolosità dei due nel momento in cui le linee avversarie si allungano e la stanchezza comincia a farsi sentire. Del resto, lo stesso Woltemade ha ammesso con disarmante semplicità che con due punte in campo è più difficile per i difensori marcare, salvo poi precisare di non fare l'allenatore e di fidarsi delle scelte del mister.

Serena promuove la convivenza, ma Spalletti pensa alla partita intera

Aldo Serena, intervenuto ai microfoni de La Stampa, non ha dubbi: «La soluzione migliore per la Juve mi sembra proprio questa, con Woltemade assieme a Kolo Muani». L'ex attaccante ha anche individuato nel tedesco il giocatore capace di compensare le manchevolezze del compagno, definendoli complementari. Eppure, la visione di Spalletti è più ampia e tiene conto dell'interezza della partita, non soltanto dei primi venti minuti.

La tentazione del doppio centravanti resta, ma viene filtrata attraverso una valutazione lucida delle energie disponibili e della necessità di avere una soluzione pronta in panchina per cambiare volto a una gara che dovesse mettersi male. Contro la Lazio, la coppia dei nove atipici si ritroverà probabilmente solo a partita in corso, quando la Juventus avrà bisogno di tutta la sua forza d'urto per scardinare una difesa che, fino a quel momento, avrà cercato di resistere.

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