Rimini guarda al futuro del fuori casa, tra birra artigianale in bilico e nuovi consumi
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Redazione Economia
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Sarà l’intero universo dell’Horeca a riunirsi a Rimini, dal 15 al 17 febbraio 2026, in occasione di Beer & Food Attraction, una kermesse che si propone non solo come vetrina commerciale ma come un vero e proprio osservatorio privilegiato sulle trasformazioni in atto. L’evento, che catalizza l’attenzione di produttori, distributori e gestori di locali, offre infatti una fotografia nitida di come stia evolvendo la domanda, delle innovazioni di processo e prodotto che guadagnano terreno, e degli strumenti che ridisegnano la competitività del settore. Un comparto che, dopo le inevitabili difficoltà degli anni passati, ha visto i consumi di bevande alcoliche e analcoliche nel canale fuori casa tornare a toccare la soglia dei 2,2 miliardi di euro, segnando un deciso ritorno ai livelli pre-pandemia e aprendo a scenari di rinnovato dinamismo.
Il bivio della birra artigianale: riequilibrio o crisi?
Proprio in questo contesto di apparente ripresa generale, si inserisce un dibattito che attraversa da mesi il mondo della birra artigianale, la quale sembra vivere una fase contraddittoria e per certi versi inattesa. I dati più recenti, che segnalano un rallentamento dopo un decennio di crescita quasi inarrestabile, hanno alimentato interrogativi sulla solidità strutturale del segmento. C’è chi parla apertamente di una crisi, generata da un mercato ormai saturo, e chi invece legge in questi numeri un fisiologico processo di assestamento, quasi inevitabile dopo un’espansione tanto rapida. La domanda che circola tra gli addetti ai lavori, e che troverà a Rimini un terreno di confronto obbligato, è dunque se il settore stia affrontando una contrazione preoccupante o semplicemente una maturazione, necessaria per consolidare un percorso di qualità e sostenibilità.
I nuovi trend che trainano il valore
Mentre la birra artigianale cerca un nuovo equilibrio, sono altre categorie a mostrare una crescita vigorosa, dettando l’agenda dei consumi nel fuori casa. A trainare il mercato, come evidenziano le analisi, sono soprattutto i cocktail alcolici, il cui volume di acquisti è schizzato a 91 milioni, con un incremento del 32% che ne conferma il ruolo di vero motore del gusto. A questo si affianca la decisa risalita di liquori e superalcolici, cresciuti del 30%, e l’esplosione dei soft drink senza anidride carbonica, che segnano un più 24% testimoniando una domanda sempre più attenta alle alternative analcoliche di qualità. Si tratta di segnali chiari, che indicano una clientela alla ricerca di esperienze diversificate e sofisticate, anche nell’ambito dell’aperitivo o del dopo pasto, spingendo gli operatori a rivedere assortimenti e proposte.
Le novità in fiera e il debutto degli spiriti
È in questo panorama in movimento che si colloca il debutto alla manifestazione di Stock Spirits Italia, azienda che ha scelto di investire con uno stand dedicato per presentare la sua visione. Ospitata nel padiglione D5, l’azienda non punterà esclusivamente sul lancio di Limoncè Aperitivo, nuovo prodotto pensato per il momento pre-dinner, ma strutturerà il suo spazio espositivo in tre aree distinte, concepite per favorire l’incontro con gli operatori e l’approfondimento dell’intera gamma. Una presenza significativa, quella di un player importante nel mondo degli spiriti, che sottolinea come la fiera di Rimini abbia ormai ampliato i suoi confini ben oltre il mondo della birra, diventando il punto di riferimento per l’intera beverage culture italiana, pronta a misurarsi con le sfide del prossimo futuro.




