Juve, già finita l'era Tudor: Spalletti è il nome per tornare a vincere
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Redazione Sport
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L'episodio, che aveva suscitato non poche perplessità, del "perfido algoritmo" responsabile dell'incrocio con il Milan anziché con una formazione di rango inferiore come la Cremonese, rappresenta ormai un dettaglio marginale nella parabola di Igor Tudor sulla panchina della Juventus. L'allenatore, che pure poteva contare su quella sorta di controprova a suo favore, non ha avuto modo di sfruttarla appieno, poiché la sconfitta patita contro la Lazio, la terza consecutiva in una serie negativa che ha allarmato la dirigenza, ne ha decretato l'immediata cessazione dall'incarico. Una decisione repentina, presa senza esitazioni, che consegna alla storia una parentesi durata poco più di sette mesi, un lasso di tempo che riporta il club al punto di partenza, esattamente come accadde dopo l'addio di Thiago Motta.
La gestione ad interim e il futuro prossimo
A guidare la squadra nell'imminente impegno casalingo contro l'Udinese sarà, in via del tutto provvisoria, Massimo Brambilla, colui che fino a ieri seguiva le sorti della formazione Next Gen. Sebbene la scelta ricada su una figura interna, non si può ignorare come il suo recente percorso, segnato da quattro sconfitte nelle ultime cinque partite della squadra giovanile, sollevi qualche legittimo dubbio sulla solidità di questa soluzione transitoria. Si tratta, in ogni caso, di una mera sistemazione temporanea, una pratica di ordinaria amministrazione in attesa che il management possa sbloccare la situazione e individuare la guida tecnica per il lungo periodo, sulla quale si concentrano già da ore negoziati serrati e complessi.
Spalletti in pole position
Nel futuro prossimo della Juventus, stando a quanto trapela dagli ambienti del club, c'è con ogni probabilità Luciano Spalletti. L'ex commissario tecnico della Nazionale è emerso, in queste ore concitate, come la prima scelta assoluta, l'uomo solo al comando nella corsa alla panchina bianconera, nuovamente vacante. La preferenza per il tecnico toscano è stata avanzata con convinzione da Damien Comolli e Giorgio Chiellini, i quali vedono in lui il profilo ideale per riportare la squadra ai livelli di un tempo. La trattativa, definita come "avviatissima", si è protratta fino a notte fonda, con le parti impegnate a limare i dettagli residuali e a trovare un'intesa definitiva su aspetti cruciali, dalla durata del contratto fino alle garanzie tecniche richieste dall'allenatore per dare la propria approvazione.
Il quadro delle alternative
Sebbene Spalletti occupi una posizione di netto vantaggio nella gerarchia delle preferenze della società, la lista dei possibili candidati non si esaurisce con il suo nome. La dirigenza, per quanto concentrata sull'obiettivo primario, tiene in considerazione anche altri profili, tra i quali spiccano quelli di Raffaele Palladino e Roberto Mancini. Entrambi rappresentano opzioni valide e di riserva, pronte a essere concretizzate qualora, contro ogni previsione, la trattativa con il favorito dovesse arenarsi su qualche ostacolo insormontabile. Si delinea, pertanto, un ventaglio di scelte che, seppur con intensità diverse, tiene vivo il dibattito su quale sarà l'impronta tecnica e tattica della Juventus nella prossima stagione.




