L'ultimo testamento di Guccini, alla moglie Raffaella le case di via Paolo Fabbri e Pavana
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Le due abitazioni più celebri legate alla vita e alla carriera di Francesco Guccini, quella di via Paolo Fabbri 43 a Bologna e la dimora di Pavana sull'Appennino tosco-emiliano, sono state destinate interamente alla seconda moglie Raffaella Zuccari, che il cantautore ha nominato erede universale del suo patrimonio.
La disposizione emerge dal testamento pubblico datato 19 gennaio 2022, registrato l'8 settembre 2026 davanti al notaio Luigi Stame con l'attestazione della stessa Zuccari e della figlia Teresa, atto che ha revocato espressamente ogni precedente volontà testamentaria del Maestrone.
L'indirizzo bolognese, reso immortale dall'omonimo album del 1976, e la casa di Pavana, dove il cantautore è morto il 6 agosto all'età di 86 anni, diventano così proprietà esclusiva della donna che ha condiviso gli ultimi decenni della sua vita, dopo che la coppia aveva ufficializzato il matrimonio nel 2011 a Mondolfo, quando Guccini aveva 70 anni e lei 43.
La successione dei beni e i diritti d'autore
Nel documento redatto quattro anni prima della morte, il cantautore ha specificato che alla figlia Teresa, nata dalla relazione con Angela Signorini, spettano tutte le quote di partecipazione del padre nella società Limentra srl e il 50% dei diritti patrimoniali d'autore relativi all'attività professionale di cantautore e scrittore, mentre il restante 50% di questi diritti è stato attribuito alla moglie Raffaella.
La suddivisione delle proprietà immobiliari rappresenta il cuore della successione: mentre le due case vanno alla seconda moglie, la figlia riceve la metà dei proventi derivanti dallo sfruttamento commerciale delle canzoni e degli scritti del padre, oltre alla partecipazione nella società che gestisce parte degli interessi economici legati alla sua produzione artistica.
Un passaggio manoscritto aggiunto sotto il testo dattiloscritto del testamento, inoltre, ha lasciato alla figlia tre oggetti dal forte valore sentimentale: la chitarra Trameleuc, l'orologio Leonardo Da Vinci e l'anello d'oro con le iniziali F e G appartenuto al padre del cantautore, con la raccomandazione di spostare le lancette dell'orologio soltanto in avanti per preservarne il meccanismo.
Il precedente testamento del 2015
La vicenda successoria di Guccini presenta un antefatto che rende complesso il quadro delle ultime volontà, poiché la registrazione del testamento del 2022 è stata preceduta dall'apertura di un atto notarile risalente al dicembre 2015, redatto dal notaio Lorenzo Luca, che conteneva disposizioni diverse sulla destinazione dei beni del cantautore.
In quel documento, la casa di via Paolo Fabbri 43, situata nel quartiere Cirenaica a due passi dalla storica trattoria da Vito dove Guccini passava serate con Lucio Dalla giocando a tarocchino, veniva già indicata come eredità della moglie Raffaella, mentre numerosi altri beni sarebbero stati destinati alla figlia Teresa, presente alla lettura dell'atto nello studio del notaio.
Il testamento del 2015 non è mai stato pubblicato perché sostituito dalla volontà più recente espressa nel 2022, e il notaio Luca ha confermato che il suo atto è stato revocato da quello depositato dal collega Stame, rendendo definitiva la decisione di nominare Zuccari erede universale.
Il valore simbolico delle case e la vita privata del cantautore
L'abitazione di via Paolo Fabbri 43 rappresenta per i fan un luogo di culto, tanto che dopo la scomparsa del cantautore centinaia di persone hanno spontaneamente manifestato davanti a quella porta per rendere omaggio al Maestrone con cori e fiori, mentre la casa di Pavana, nella frazione di Sambuca Pistoiese, era invece il rifugio più intimo dove Guccini aveva scelto di vivere gli ultimi anni lontano dai riflettori, insieme a Raffaella Zuccari che lo ha assistito anche nei problemi di salute.
La moglie del cantautore, insegnante di lettere nata a Mondolfo nel 1968, aveva ispirato alcune delle canzoni d'amore del marito come "Vorrei" e "Certo non sai", ed era stata la musa di quella stagione creativa più matura che aveva accompagnato gli ultimi trent'anni della sua carriera.
Teresa Guccini, nata nel 1978, era invece destinataria di una delle canzoni più celebri del padre, "Culodritto", e aveva reso il cantautore nonno con la nascita di Pietro, allargando la cerchia familiare che lo ha accompagnato fino all'ultimo giorno nella casa di Pavana.
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