Guccini, il testamento del 2022 riscrive l'eredità: alla moglie Raffaella Zuccari le case e la gestione delle opere

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SPORT Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Sport Redazione Sport   -   Due testamenti, poco più di sei anni di distanza e un impianto successorio profondamente ridisegnato. Le ultime volontà di Francesco Guccini, contenute nell'atto pubblico del 19 gennaio 2022, sono significativamente diverse da quelle affidate il 17 dicembre 2015 al notaio Lorenzo Luca.

Il documento più recente, ricevuto dal notaio bolognese Luigi Stame e registrato l'8 settembre 2026, un mese dopo la morte del cantautore avvenuta il 6 agosto a Pavana all'età di 86 anni, revoca espressamente ogni precedente disposizione e indica la seconda moglie Raffaella Zuccari come erede universale di tutti i beni.

Cosa cambia rispetto al 2015

Nel primo documento la figlia Teresa riceveva un pacchetto articolato: il 100% delle quote della Limentra Srl e di Edizioni Musicali L'Alternativa Srl, immobili a Bologna con l'esclusione della casa di via Paolo Fabbri, il 50% della liquidità e degli investimenti finanziari e metà dei proventi economici dei diritti d'autore. Alla moglie, nominata erede universale, andava quanto non espressamente attribuito alla figlia.

Il notaio Lorenzo Luca, che ricevette quell'atto, ha spiegato che il cantautore aveva previsto come la parte musicale fosse più di competenza della figlia mentre quella letteraria della coniuge, con decisioni sulla gestione delle opere sempre condivise. Il testamento del 2015 conteneva anche un auspicio esplicito di collaborazione tra le due donne e la possibilità, in caso di contrasto, di affidarsi a un terzo nominato dal presidente del Tribunale di Bologna.

La nuova architettura dell'eredità

Il documento del 2022 modifica diversi punti sostanziali. A Raffaella Zuccari, erede universale, vanno anche le due abitazioni più rappresentative della biografia di Guccini: la casa di via Paolo Fabbri 43 a Bologna, resa celebre dall'omonimo album del 1976, e quella di Pavana, sull'Appennino tosco-emiliano, dove il cantautore era domiciliato e dove è morto. A Teresa Guccini vengono lasciate, in sostituzione della legittima, tutte le quote di partecipazione del padre nella società Limentra srl e il 50% dei diritti patrimoniali d'autore relativi all'attività di cantautore e scrittore.

Il restante 50% dei diritti patrimoniali è attribuito alla moglie. La gestione, lo sfruttamento e l'amministrazione dei diritti derivanti dall'attività artistica spettano esclusivamente all'erede universale, ma il testamento stabilisce che metà dei proventi deve essere destinata alla legataria, la quale potrà attivarsi per ricevere direttamente dagli enti la propria quota.

I lasciti personali e la raccomandazione manoscritta

In un passaggio scritto a penna sotto il testo dattiloscritto, Guccini ha precisato di voler lasciare alla figlia la chitarra Trameluc, l'orologio Leonardo da Vinci e l'anello d'oro con le iniziali F e G appartenuto a suo padre. Alla raccomandazione sui beni materiali il cantautore ne ha aggiunta una relativa all'orologio: spostare le lancette soltanto in avanti per non romperlo. Le attribuzioni in favore della moglie, stabilisce infine il testamento, graveranno sulla sua quota di legittima e, per l'eccedenza, sulla quota disponibile.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.