Maltempo in Toscana, allagamenti e alberi caduti: prolungata l’allerta gialla (e arancione sul Monte Faeta)

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La perturbazione che si è abbattuta sulla Toscana nella giornata di martedì 5 maggio – preannunciata da un’allerta gialla diffusa già nella giornata di lunedì – ha lasciato sul campo strade trasformate in torrenti, sottopassi ferroviari inagibili e una lunga teoria di interventi da parte delle squadre di Protezione Civile. I danni, concentrati soprattutto nelle zone del Valdarno e lungo i versanti dei monti Pisani, raccontano di una terra già provata dagli agenti atmosferici: in diverse aree della regione sono caduti accumuli paragonabili a quelli di un intero mese condensati in poche ore. La Sala di Protezione Civile della Città Metropolitana di Firenze ha dettagliato l’intensità del fenomeno sul Valdarno fiorentino e aretino, dove il tardo pomeriggio ha portato alla formazione di temporali sparsi con punte di intensità che hanno raggiunto i 20 millimetri in un quarto d’ora e i 40 millimetri all’ora.

**Disagi e chiusure nel Valdarno tra Reggello e Figline Incisa**

Proprio in quel frangente, la viabilità di Reggello e Figline Incisa è andata in tilt a causa dell’allagamento della sede stradale; la furia dell’acqua non ha risparmiato i principali nodi infrastrutturali della vallata. Diversi sottopassi ferroviari – elemento strutturale spesso vulnerabile in queste circostanze – sono finiti sott’acqua, generando inevitabili ripercussioni sulla circolazione locale. Si tratta di un effetto diretto della perturbazione che, nelle aspettative dei modelli previsionali, dovrebbe continuare a colpire il territorio anche nella giornata di mercoledì 6 maggio. Di conseguenza, la regione ha prolungato lo stato di attenzione: l’allerta gialla resta in vigore fino alla notte tra mercoledì e giovedì, con una precisazione fondamentale per l’area di Monte Faeta, dove il codice è stato innalzato ad arancione.

**Monte Faeta, l’incubo della terra bruciata e le nuove evacuazioni**

A San Giuliano Terme, nel Pisano, la situazione assume contorni più gravi a causa di una combinazione esplosiva: quella tra il maltempo in arrivo e il maxi incendio dei giorni scorsi. Il sindaco Matteo Cecchelli ha firmato una nuova ordinanza che impone l’evacuazione immediata per circa centocinquanta residenti – o comunque per coloro che dimorano – nella parte più alta del crinale del Monte Faeta. L’area, attraversata dalle fiamme che hanno distrutto la copertura vegetale, ha perso quella capacità di ritenzione del suolo che normalmente frena le acque, rendendo il territorio estremamente sensibile a frane e smottamenti. La pioggia prevista per le ore serali e notturne rappresenta una minaccia concreta, perché senza le radici a tenere insieme la terra, l’acqua scorre libera trascinando detriti e fango verso valle. Nessuna tregua, dunque, per i residenti di Asciano, già costretti a lasciare le proprie case per il fuoco e ora costretti a fuggire di nuovo per il timore di colate di fango che potrebbero seppellire le strade d’accesso.

**Prolungamento dell’allerta e previsioni per la giornata di mercoledì**

Non c’è, al momento, unallentamento della morsa meteorologica. La decisione della protezione civile di estendere l’allerta gialla fino alla notte tra mercoledì e giovedì, mantenendo il livello arancione per le zone del Monte Faeta, suggerisce che il peggioramento è ancora in atto. Per mercoledì 6 maggio si attendono ulteriori rovesci, con possibili temporali sparsi che potrebbero insistere sulle stesse aree già colpite martedì. Le operazioni di monitoraggio restano attive, con pattuglie della protezione civile pronte a intervenire dove i corsi d’acqua minori dovessero superare il livello di guardia. Il legame tra l’evento meteorologico e la fragilità geomorfologica – un’equazione già vista in passato sulla penisola – si ripropone qui con particolare virulenza, trasformando una semplice allerta gialla in una vera e propria corsa contro il tempo per mettere in sicurezza le pendici del monte prima che la pioggia le faccia franare.

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