Tim, Poste entra nel capitale: è un investimento strategico
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Redazione Economia
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Poste Italiane, il colosso controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), ha comprato il 9,81% di Tim, diventando così uno degli azionisti di riferimento del gruppo delle telecomunicazioni. L’operazione, approvata dal consiglio di amministrazione di Poste, è stata realizzata attraverso uno scambio di partecipazioni che ha visto la cessione a Cdp del 3,78% di Nexi, società di servizi interbancari di cui Poste deteneva una quota, più un corrispettivo in contanti stimato intorno ai 180 milioni di euro.
La mossa, che arriva dopo giorni di indiscrezioni e attese, rappresenta un passaggio cruciale per Tim, da tempo alla ricerca di una nuova identità dopo la vendita della rete fissa al fondo americano Kkr per 22 miliardi. Con l’ingresso di Poste, si chiude di fatto la porta ai francesi di Iliad, che nei mesi scorsi avevano manifestato interesse per un’aggregazione nel settore delle telecomunicazioni, insieme al fondo britannico Cvc.
La Cassa Depositi e Prestiti, che già detiene il 35% di Poste Italiane e il 14,46% di Nexi, esce così dalla compagine azionaria di Tim, lasciando spazio a un nuovo protagonista. Poste, guidata da Matteo Del Fante, si trova ora a giocare un ruolo centrale nel futuro del gruppo, con l’obiettivo di tutelarne l’italianità e di aprire nuove opportunità di sviluppo.
L’operazione arriva in un momento di profonda trasformazione per Tim, che nelle ultime settimane ha ceduto il 100% di Sparkle al Mef e a Retelit, aggiornando al contempo il suo piano industriale. La notizia dell’ingresso di Poste, tuttavia, non è stata accolta positivamente dal mercato: il titolo Tim ha subito un brusco calo, riflettendo le incertezze degli investitori sulle prospettive future del gruppo.
Quello che emerge è un quadro in cui il ruolo dello Stato, attraverso Poste e Cdp, si rafforza ulteriormente, delineando una strategia che punta a consolidare il settore delle telecomunicazioni in Italia. L’avvicendamento tra Cdp e Poste, oltre a rappresentare un cambio della guardia, segna l’inizio di una nuova fase per Tim, chiamata a ridefinire il proprio posizionamento in un mercato sempre più competitivo.




