L'assassinio di Ismail Haniyeh e le sue ripercussioni
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Redazione Esteri
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L'uccisione di Ismail Haniyeh, leader politico di Hamas, in un raid a Teheran ha scatenato una serie di reazioni a catena nel Medio Oriente. L'evento, definito un omicidio mirato extragiudiziale, è stato attribuito a Israele, che ha utilizzato questo metodo per decenni contro vari gruppi, tra cui Hamas e la Jihad islamica.
La strategia israeliana
Secondo Paola Caridi, storica esperta del movimento islamico, Israele ha perseguito con costanza l'idea di "tagliare la testa del serpente". Questa strategia è stata adottata da diversi governi israeliani nel corso degli anni, con l'obiettivo di eliminare i leader dei gruppi considerati una minaccia.
La risposta dell'Iran
Michael Milshtein, direttore del Forum per gli studi palestinesi al Centro Moshe Dayan di Tel Aviv, ha dichiarato che la risposta dell'Iran e di Hezbollah sarà dura ma calibrata, per evitare un'escalation totale. Tuttavia, il Medio Oriente è attualmente una polveriera, e un minimo errore potrebbe far esplodere la situazione oltre la volontà degli attori coinvolti.
Il ruolo degli Stati Uniti
Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha sottolineato l'importanza di un cessate il fuoco per porre fine al ciclo di violenza e dolore nella regione. Tuttavia, Blinken si trovava a Ulaanbaatar, in Mongolia, impegnato a rafforzare le alleanze asiatiche contro l'espansione cinese, piuttosto che in una delle capitali direttamente coinvolte nella crisi mediorientale.
I funerali di Haniyeh
Migliaia di persone hanno partecipato ai funerali di Haniyeh a Teheran, con il feretro portato in processione tra le strade della città. Dopo la cerimonia, la bara di Haniyeh sarà trasferita in Qatar per la sepoltura. L'attacco che ha portato alla sua morte è stato attribuito a Israele sia da Hamas che dalla Repubblica islamica dell'Iran.




