Viva Mogol, Rai1 ripropone l’omaggio tra musica e polemiche

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Viva Mogol torna al centro della programmazione di Rai1 con un nuovo omaggio dedicato al paroliere e alle canzoni che hanno attraversato decenni di musica italiana. La seconda puntata arriva dopo le critiche che avevano accompagnato il debutto, legate in particolare alla scelta della Rai di riproporre materiale già trasmesso per celebrare i 90 anni dell’autore. A fare da padrone di casa è Massimo Giletti, mentre sul palco trovano spazio alcuni dei grandi interpreti che hanno cantato brani firmati da Mogol o che hanno semplicemente amato il suo lavoro. Tra i nomi indicati figurano Gianni Morandi, Loredana Bertè, Massimo Ranieri e Gianna Nannini, insieme ad altri protagonisti della musica.

Viva Mogol su Rai1, gli artisti e l’omaggio al paroliere

La formula di Viva Mogol ruota intorno alla musica e al rapporto costruito nel tempo tra l’autore e gli interpreti delle sue canzoni. L’omaggio porta sul palco artisti legati in modi diversi al suo repertorio, trasformando la trasmissione in una festa televisiva dedicata ai brani che portano la sua firma. Gianni Morandi, Loredana Bertè, Massimo Ranieri e Gianna Nannini sono alcuni dei protagonisti annunciati, chiamati a rendere omaggio a una figura che ha lavorato per sei decenni al servizio della musica. La nuova puntata, però, si inserisce anche nel dibattito nato dopo la prima, quando la riproposizione di materiale già andato in onda aveva provocato polemiche e critiche.

Il ritorno dello speciale coincide con l’attenzione riservata ai 90 anni di Mogol, compiuti il 17 agosto 2026. Nato a Milano il 17 agosto 1936 con il nome di Giulio Repetti, l’autore ha depositato in SIAE 1.776 canzoni e il suo nome continua a essere associato soprattutto al lungo sodalizio artistico con Lucio Battisti. Quel rapporto ha prodotto numerosi brani rimasti centrali nella sua carriera, ma il percorso di Mogol non si esaurisce nella collaborazione con Battisti. L’autore, che preferisce definirsi semplicemente “autore”, viene indicato anche come poeta e “re dei parolieri”, definizioni legate alla vastità di una produzione che sfiora le duemila canzoni.

Non solo Lucio Battisti: le canzoni di Mogol oltre il sodalizio

Fuori dal rapporto artistico con Lucio Battisti emerge una carriera costruita attraverso collaborazioni molto diverse. Mogol ha firmato quattro vittorie al Festival di Sanremo insieme a quattro compositori differenti e ha scritto per artisti come Mina, Adriano Celentano, Riccardo Cocciante e Gianni Morandi. Nel suo percorso figurano anche due dei brani più venduti della discografia di Celentano e il disco che ha portato Mango al grande pubblico. La quantità dei titoli depositati e la varietà degli interpreti mostrano quindi quanto il lavoro dell’autore abbia attraversato generazioni e stili differenti, ben oltre il binomio che continua a identificarlo maggiormente nell’immaginario musicale italiano.

Tra gli episodi ricordati nella sua produzione compare anche un 45 giri di David Bowie cantato in italiano, ulteriore elemento di una carriera sviluppata su fronti differenti. I dati riportati parlano di 1.776 canzoni e di oltre mezzo milione di dischi venduti, mentre l’attività di Mogol viene descritta come un percorso lungo sei decenni. Proprio questa estensione permette a Viva Mogol di costruire l’omaggio attraverso interpreti diversi, riuniti non soltanto perché hanno cantato direttamente i suoi testi, ma anche perché hanno riconosciuto e amato il suo lavoro. La musica diventa così il centro della serata affidata a Massimo Giletti, con il repertorio dell’autore come filo conduttore dello spettacolo.

Le polemiche dopo la prima puntata e il nuovo appuntamento Rai

La seconda puntata di Viva Mogol arriva però con un elemento ulteriore rispetto alla semplice celebrazione musicale. Dopo il debutto, le critiche si sono concentrate sulla decisione della Rai di utilizzare nuovamente materiale già trasmesso nell’ambito dell’omaggio organizzato per i 90 anni del paroliere. Il nuovo appuntamento ripropone quindi Mogol e la sua musica al centro della prima serata, ancora con Massimo Giletti nel ruolo di padrone di casa e con numerosi artisti chiamati sul palco. Accanto alle polemiche resta il contenuto musicale della trasmissione, costruito attorno a uno degli autori più prolifici citati nella storia della canzone italiana e a un catalogo che conta 1.776 opere depositate.

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