Il governo rilancia la Zes unica, la Puglia guida le autorizzazioni mentre la Basilicata resta indietro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   «Un successo da migliorare». A utilizzare questa espressione, che fotografa con efficace realismo lo stato della Zes unica del Mezzogiorno, è stato l’accademico Ugo Patroni Griffi, presidente dell’Agenzia rapporti con l’esterno dell’Università di Bari, e le sue parole sembrano oggi più che mai calzanti. Da un lato, infatti, si registra la solidità di un modello – capace di raccogliere consensi trasversali, al di là degli schieramenti politici – che trova conforto nel moltiplicarsi degli investimenti e nelle positive ricadute occupazionali; dall’altro, però, emergono margini di perfezionamento non trascurabili, a cominciare dalla necessità di puntare con maggiore decisione su progetti ad alto contenuto tecnologico. È in questo contesto che la Puglia si posiziona come regione trainante: il dato, eloquente, parla di 340 autorizzazioni concesse, un volume che la colloca ai vertici dell’intera area interessata dalla Zona economica speciale. Di segno opposto, invece, la situazione della Basilicata, dove il meccanismo degli incentivi fatica a decollare e il numero di procedure avviate resta sensibilmente più basso, delineando così un divario interno al Sud che rischia di acuirsi senza interventi mirati.

Il rifinanziamento triennale e il peso del credito d’imposta

A tenere banco, in queste settimane, è soprattutto la conferma del rifinanziamento per il triennio 2026-2028, un segnale concreto della volontà di consolidare lo strumento. Per l’anno in corso, le risorse stanziate ammontano a 2,3 miliardi di euro, una cifra che scende a 1 miliardo per il 2027 e si attesta a 750 milioni per il 2028. Il credito d’imposta, in questo quadro, si conferma come uno dei meccanismi più rilevanti per chi intende investire nel Mezzogiorno, in particolare nel settore turistico-ricettivo. Si tratta di una leva fiscale che, forte della sua prevedibilità su base triennale, offre agli operatori economici un orizzonte di programmazione più lungo rispetto al passato; una stabilità, questa, considerata essenziale per trasformare l’interesse iniziale in investimenti effettivi.

Nasce il Dipartimento per il Sud, la Corte dei Conti chiude l’iter

Sul fronte delle strutture amministrative, il governo procede spedito verso la piena operatività del Dipartimento per il Sud, l’organismo destinato ad assorbire anche la Struttura di missione della Zes unica. L’iter, dopo la trasmissione alla Corte dei Conti per il necessario controllo contabile, è ormai in fase di definizione: la valutazione dell’organo di garanzia è stata completata, e la nascita del nuovo Dipartimento – che opererà sotto il coordinamento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra – è questione di pochi giorni. L’obiettivo dichiarato è duplice: da una parte, semplificare le procedure rendendole più snelle e accessibili; dall’altra, garantire un presidio unitario per tutte le regioni del Mezzogiorno, evitando che le disparità di performance – come quella emersa nel confronto tra Puglia e Basilicata – si traducano in ritardi strutturali.

Al via le comunicazioni per i crediti d’imposta 2026

A partire da oggi, 31 marzo 2026, si è aperta la finestra temporale che consentirà agli operatori economici di inviare le domande per accedere alle agevolazioni fiscali relative agli investimenti programmati per quest’anno. La scadenza per la presentazione delle comunicazioni telematiche all’Agenzia delle entrate è fissata al prossimo 30 maggio. Nelle dichiarazioni, gli interessati dovranno specificare le spese sostenute per gli investimenti agevolati, rientrando in una delle tre categorie previste: il credito d’imposta Zes unica 2026, quello per il settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura, o ancora le agevolazioni legate alle Zone logistiche semplificate. La concomitanza di questi tre canali, con scadenze allineate e una cornice normativa ormai stabilizzata, rappresenta un banco di prova importante per verificare la capacità di assorbimento del sistema e, al tempo stesso, la reale efficacia delle misure sul tessuto produttivo del Sud.

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