Basiletti, benvenuta tra le big: l’allieva di Nadal stende la ex di Berrettini e stupisce il Foro
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Redazione Sport
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A volte il destino, si sa, ama scrivere sceneggiature che nemmeno i più arditi sceneggiatori di Hollywood oserebbero immaginare. E poi c’è lui, il Foro Italico, che di quelle sceneggiature è il palcoscenico naturale, capace di trasformare una settimana di maggio in un romanzo di formazione dove la polvere di laterizio diventa inchiostro. Nel caso di Noemi Basiletti, ventenne sconosciuta ai più fino a pochi giorni fa, questo romanzo ha il titolo provvisorio di “impresa”: partita dal fondo del ranking, dal numero 427 mondiale, ha infilato pre-qualificazioni, wild card per le qualificazioni e due turni eliminatori, per poi trovarsi – fatto più unico che raro – a gareggiare nel tabellone principale degli Internazionali. E non solo: ci ha vinto, grazie a un 7-5, 6-4 rifilato all’australiana Ajla Tomljanovic, ex numero 32 del mondo e – particolare che alimenta la curiosità del pubblico – ex compagna di Matteo Berrettini. Il match, sospeso ieri per pioggia sul 5-3 in favore dell’azzurra, si è riacceso oggi con una rimonta dell’avversaria prontamente respinta dallo scatto d’orgoglio di questa giovane che è un mix di talento puro e determinazione quasi metallica.
Dalle pre-qualificazioni al secondo turno: il sogno concreto di chi si è forgiata a casa Nadal
Non è soltanto la vittoria in sé, insomma, a lasciare senza fiato gli appassionati presenti sugli spalti; è piuttosto il percorso che l’ha preceduta, una scalata silenziosa e metodica che sa di racconto iniziatico. Basiletti, infatti, ha dovuto guadagnarsi ogni centimetro di questa terra rossa partendo dalle pre-qualificazioni, un girone dantesco dove la visibilità è pari a zero e le opportunità, invece, contano meno delle macchie d’olio sugli angoli dei campi secondari. Lì è riuscita a strappare una wild card per le qualificazioni ufficiali, e in quelle qualificazioni ha eliminato due avversarie tecnicamente molto più quotate: prima la colombiana Emiliana Arango con un netto 6-4, 6-3, poi l’ucraina Darya Snihur al termine di una battaglia in tre set (6-3, 6-7, 6-4). A forgiarla, va detto, è stata la cantera di Manacor: quella stessa accademia di Rafa Nadal dove la giovane si è allenata a lungo, assorbendo quella cultura del lavoro e della sofferenza che sulla terra battuta diventa una seconda pelle.
Una giornata dai due volti: l’entusiasmo per Basiletti, la doccia fredda per Berrettini
Se l’exploit della ventenne ha acceso il sorriso del pubblico di casa, la stessa giornata ha però riservato ombre pesanti nel settore maschile. Matteo Berrettini, romano doc e quindi atteso al Centrale come una sorta di “padrone di casa”, ha offerto una prova opaca e tesa, sconfitto senza appello dall’australiano Alexei Popyrin con un punteggio che non lascia spazio a interpretazioni alternative: 6-2, 6. Lo si è visto in difficoltà soprattutto negli scambi da fondo campo, dove la palla piatta e angolata di Popyrin gli ha tolto riferimenti, e pure il servizio – tradizionalmente il suo marchio di fabbrica – appariva poco incisivo, privo di quella cattiveria che nei giorni migliori lo trasforma in un’arma di distruzione di massa. Due facce della stessa medaglia tricolore, insomma: da un lato la gioia incontenibile di una debuttante che sembra non volersi fermare più, dall’altro l’amarezza per un ex finalista del torneo che fatica a ritrovare continuità.
Ai 32esimi con la Svitolina: l’esame più duro aspetta Basiletti già domani
Niente riposo, però, per la nuova beniamina del Foro. La prova del nove – o meglio, dei 32esimi di finale – è già fissata per stamani alle 10, quando Basiletti incrocerà la racchetta con l’ucraina Elina Svitolina, ex numero 3 del mondo e veterana abituata ai palcoscenici che contano. Una transizione, quella tra il primo e il secondo turno, che assume i contorni di un salto nel vuoto: da un lato c’è l’entusiasmo di chi finora ha giocato senza pressioni, dall’altro la solidità di chi ha vinto titoli Wta e ha affrontato le più grandi di sempre. La partita, in programma sul campo secondario, rappresenta il vero banco di prova per capire se questa fiammata della tennista di San Vincenzo (Livorno) possa trasformarsi in un fuoco duraturo o se resterà, semplicemente, la bella favola di una primavera romana. Quel che è certo è che il tabellone, con l’ingresso in scena delle grandi big da questo turno in poi, non farà più sconti a nessuno.




