Bondioli e Pellegrino resistono all’assalto, urlo azzurro anche con Urgesi e Basiletti: le qualificazioni di Roma regalano imprese da classifica
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Redazione Sport
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Sulle terre battute del Foro Italico, teatro ormai consueto dei grandi eventi tennistici primaverili, il torneo di qualificazione per il Masters 1000 di Roma ha assunto i contorni di una vera e propria prova del fuoco per i colori italiani. Di quella pattuglia azzurra partita con ambizioni legittime, se non altro per il calore del pubblico di casa, se ne sono salvati due uomini e due donne: Federico Bondioli, classe 2005, e il suo coetaneo Pellegrino – di cui si attendevano conferme – hanno trovato il modo di espugnare avversari sulla carta superiori, mentre nel tabellone femminile Federica Urgesi e Noemi Basiletti hanno ribaltato pronostici che sembravano scritti col gesso. Non si tratta di semplici partecipazioni onorifiche: ognuno di questi quattro giocatori ha dovuto sudare oltre le due ore, annullare palle decisive o rimontare set di svantaggio per tenere accesa la fiammella del sogno capitolino.
L’impresa da numero 344: Bondioli spezza Nava dopo due ore e mezza e un match point annullato
Federico Bondioli – vent’anni compiuti da pochi mesi, emiliano di origine e con un ranking che lo colloca alla 344esima piazza mondiale – ha firmato quello che a tutti gli effetti si può definire uno “scalpo di lusso”. Il suo avversario, l’americano Emilio Nava, partiva con i favori del pronostico, ma sulla terra romana le gerarchie talvolta saltano con violenza. Bondioli ha perso il primo set per 4-6, dando l’impressione di dover subire il ritmo dell’avversario; poi ha cambiato marcia nel secondo parziale, portandolo al tie-break e vincendolo con il punteggio di 7-6, e ha chiuso il terzo sul 7-5 al termine di una battaglia durata oltre due ore e mezza. C’è di più: nel corso del match, il giovane azzurro ha annullato un match point, dimostrando una freddezza non comune per un ragazzo abituato ai campi minori del circuito Challenger e Itf. Adesso, per Bondioli, si profila un durissimo impegno contro il croato Dino Prizmic, testa di serie numero due del tabellone di qualificazione: Prizmic arriva da un ottimo torneo a Madrid dove ha già battuto, tra gli altri, Matteo Berrettini e Ben Shelton. Sarà un altro esame di maturità, forse il più alto mai affrontato finora dal tennista emiliano.
Da 410 a 75: l’impresa di Urgesi e il sorriso di Basiletti tra le donne
Federica Urgesi, marchigiana di 21 anni e numero 410 del mondo, ha compiuto un’impresa ancora più clamorosa sulla carta. Di fronte aveva la messicana Renata Zarazua, 75esima del ranking Wta, un’avversaria abituata a giocare stabilmente i tabelloni principali dei grandi tornei. Eppure Urgesi non si è lasciata intimorire: dopo due ore e ventitré minuti di gioco, ha chiuso con il punteggio di 6-4, 2-6, 6-3, trovando le energie decisive nel momento più caldo. Il suo tennis – fatto di variazioni di ritmo e di una solidità mentale fuori dal comune per una giocatrice della sua età e della sua classifica – ha messo in difficoltà Zarazua, costretta a commettere errori in serie nei game cruciali del terzo set. Per Urgesi, ora, l’ultimo ostacolo prima dell’agognato tabellone principale si chiama Veronika Erjavec, slovena mancina dal gioco solido. Non basta: accanto a lei, anche Noemi Basiletti ha regalato emozioni, imponendosi a sua volta su un’avversaria di rango e proseguendo così il suo percorso di crescita su una superficie che, fino a qualche mese fa, le riusciva meno congeniale. Sono due, dunque, le tenniste italiane ancora in corsa per un posto nel main draw degli Internazionali d’Italia 2026.
Pellegrino avanza, Basile esce a testa alta da un match da top 100
Tra gli uomini, oltre a Bondioli, resiste anche Pellegrino – altro giovane che sta accumulando esperienza nei tabelloni Challenger – il quale ha saputo gestire le fasi decisive di un match complicato contro un avversario tecnicamente più quotato. C’è invece un pizzico di rammarico per Pierluigi Basile, classe 2007, alla sua prima esperienza in un tabellone di qualificazione Atp a questo livello. Basile ha incontrato Rinky Hijikata, giocatore stabilmente collocato nei pressi della top 100 mondiale, e ha perso solo al termine di una battaglia durissima: 5-7, 7-6, 7. Il punteggio, da solo, racconta l’equilibrio di una sfida in cui il diciottenne azzurro ha avuto le sue chance, è stato a un passo dal chiudere il secondo set con maggiore tranquillità e alla fine ha ceduto nei momenti in cui l’esperienza dell’australiano ha fatto la differenza. Nessuna disfatta, perciò, ma una prestazione che lascia intravedere margini di crescita notevoli per un ragazzo che, al suo esordio in una manifestazione di questa caratura, ha dimostrato di non sfigurare contro il gotha del circuito minore.
Due donne e due uomini ancora in corsa: l’azzurro non molla la presa
Il bilancio, a questo punto delle qualificazioni, è più che positivo per l’Italia. Quattro tennisti – due per ogni genere – continuano a coltivare l’ambizione di entrare nel tabellone principale del Masters 1000 capitolino, uno degli appuntamenti più prestigiosi della stagione sulla terra rossa. Per Bondioli e Pellegrino si tratterà di confermare la capacità di reggere l’urto contro giocatori abituati ai palcoscenici dei tornei maggiori; per Urgesi e Basiletti, l’obiettivo è trasformare l’impresa già compiuta in una consapevolezza duratura. Le partite decisive si giocheranno nelle prossime ore, con il pubblico del Foro Italico pronto a sostenere i propri beniamini. Quello che resta, per ora, è la sostanza di un movimento – quello tennistico italiano – che sembra aver trovato profondità di ricambio anche nelle pieghe meno note della classifica, lontano dai riflettori dei top ten ma non per questo meno combattivo.




