Roma, il sindaco Gualtieri annuncia una nuova arena da 20mila posti a Pietralata e svela il Campidoglio 2

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una fitta rete di cantieri, quella che sta ridisegnando il volto della capitale, e un flusso di capitali, pubblici e privati, che il sindaco Roberto Gualtieri non esita a definire un vero e proprio boom. È questa l’istantanea scattata sulla Croisette, dove dal palco del Mipim 2026, il salone mondiale del real estate che si tiene a Cannes, il primo cittadino ha dipinto una Roma in piena trasformazione, capace di attrarre, secondo i dati diffusi in fiera, circa il 12 per cento degli investimenti immobiliari nazionali. Nel suo intervento, un racconto di oltre quaranta minuti denso di cifre e interrotto solo da brevi parentesi di stupito entusiasmo, Gualtieri ha svelato i progetti cardine di una strategia che guarda al 2050 con l’obiettivo di attivare risorse per 240 miliardi di euro. E lo ha fatto a due passi dagli stand di Londra, Madrid e Parigi, in quello spazio espositivo di duecento metri quadrati che Roma Capitale ha voluto fortemente per comunicare al mondo la propria rinnovata centralità nel dibattito urbano internazionale.

Il primo annuncio, destinato a cambiare il panorama dell’intrattenimento nella città, riguarda la realizzazione di una nuova arena coperta, un “Dome” da ventimila posti, che sorgerà nel quartiere di Pietralata. L’area individuata è la stessa destinata ad accogliere il Rome Innovation Hub, un campus dell’innovazione di circa ventimila metri quadrati pensato per incubare fino a centoventi startup nei settori del deep tech. Una scelta, quella di localizzare l’impianto in un quadrante in via di riqualificazione, che sembra voler creare un nuovo polo attrattivo capace di saldare la vocazione tecnologica con quella dell’intrattenimento di massa, andando così a decongestionare l’offerta finora concentrata principalmente nelle aree più centrali. Non è un caso, del resto, che il sindaco abbia voluto sottolineare anche la straordinaria, ma a suo dire inespressa, vocazione balneare della città, con un accenno alle spiagge di Ostia e all’assenza di strutture ricettive, un paradosso che la nuova programmazione urbanistica intende in parte affrontare.

Un nuovo polo direzionale e la rivoluzione degli uffici comunali

Parallelamente alla dimensione dello spettacolo e dell’innovazione, l’amministrazione capitolina sta mettendo a punto un ambizioso piano di razionalizzazione dei propri spazi. Tra i progetti di punta presentati a Cannes spicca infatti il cosiddetto Campidoglio 2, un mega polo direzionale che dovrebbe sorgere nel quartiere Ostiense, di fronte al complesso di Eataly. L’operazione, che coinvolge una cubatura pubblica di circa ottantacinquemila metri quadrati, mira a concentrare in un’unica area almeno quattromilacinquecento dipendenti comunali, oggi sparsi in decine di sedi spesso in affitto. Un doppio obiettivo, questo: da un lato abbattere i costi passivi per gli uffici, dall’altro liberare un patrimonio immobiliare attualmente occupato dalla macchina burocratica per restituirlo alla città con nuove funzioni, che spaziano dall’edilizia residenziale ai servizi culturali e sociali. L’assessore al Patrimonio, Tobia Zevi, ha parlato di un’operazione strategica per riattivare spazi urbani, prevedendo all’interno del nuovo complesso anche servizi aperti al quartiere, come un auditorium.

La presenza a Cannes non è stata solo una vetrina, ma un’occasione concreta per tessere relazioni con la finanza internazionale. Il sindaco Gualtieri, in una fitta agenda di incontri bilaterali e collegiali, ha incontrato rappresentanti di fondi pensione sovrani e banche d’affari interessati a investire nella capitale, in particolare nel settore dell’housing sociale e nella riqualificazione di aree complesse. Un segnale chiaro, quello lanciato dallo stand di Roma, dove l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia ha illustrato le potenzialità di quadranti come Bastogi o Tor Vergata, dove l’Agenzia del Demanio ha già avviato interventi per ottanta milioni di euro e lanciato un avviso pubblico per iniziative in partenariato. A supportare questa narrazione c’erano anche soggetti istituzionali come Acea e Sport e Salute, a testimoniare come la rigenerazione urbana passi anche attraverso la chiusura del ciclo dei rifiuti, con il termovalorizzatore di Santa Palomba, e la valorizzazione degli impianti sportivi.

La rigenerazione passa dallo sport e dalle infrastrutture

Proprio il mondo dello sport, con i suoi impianti, sta diventando un motore importante di questo cambiamento. Al Mipim, il presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma, ha illustrato la profonda trasformazione in atto al Foro Italico, un investimento da centosessanta milioni di euro su venti ettari che porterà al recupero di settemila metri quadrati di mosaici e a un incremento del 25 per cento delle superfici verdi. Il nuovo stadio Centrale, con i suoi dodicimila e quattrocento posti coperti e una copertura fissa e mobile, non sarà più solo il tempio del tennis, ma diventerà un impianto polivalente fruibile tutto l’anno per concerti, eventi culturali e altre discipline come il basket e la pallavolo. Un moltiplicatore di valore, lo ha definito Mezzaroma, capace di attrarre nuovi investitori e di consolidare il tessuto sociale, oltre a generare un ritorno economico per l’indotto. E proprio su questo principio si basa anche “Sport Illumina”, il progetto che trasformerà aree urbane in luoghi di aggregazione sportiva aperti e gratuiti, con l’obiettivo di raggiungere ottantacinque comuni entro l’estate.

I riflettori della Croisette, del resto, sono puntati da anni sulla capacità del mattone di generare sviluppo, e la partecipazione romana a questa edizione del Mipim, diretta dall’italiano Filippo Rean, conferma come l’Italia stia giocando un ruolo da protagonista. Con oltre ventimila professionisti presenti al Palais des Festivals, provenienti da una novantina di Paesi, la fiera è il termometro di uno stato di salute che per Roma sembra essere tornato positivo. Lo ha ricordato il presidente della Camera di Commercio, Lorenzo Tagliavanti, sottolineando come i cicli di crescita della città siano sempre andati di pari passo con quelli del settore edile e immobiliare. Un circolo virtuoso che l’amministrazione Gualtieri ha battezzato “Next Generation Rome”, forte di oltre diciassette miliardi di euro di risorse complessive e della volontà di passare da una lunga fase di manutenzione straordinaria a una di crescita strutturale, dove i cantieri aperti – dalle nuove stazioni della metropolitana, che hanno già portato oltre un milione di visitatori, ai grandi progetti di riqualificazione – disegnano il perimetro di una città che, dopo anni, torna a essere attrattiva per chi è disposto a scommettere sul suo futuro.

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