Stadio della Roma a Pietralata, la Giunta approva la convenzione: dentro il commissario Sessa, Regione e Campidoglio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’iter per la realizzazione del nuovo stadio della Roma, quello che sorgerà nel quartiere di Pietralata, ha superato un altro snodo amministrativo di rilievo. La Giunta Capitolina ha approvato, nella giornata di oggi, lo schema di convenzione che legherà formalmente tre soggetti istituzionali: il commissario straordinario del governo per gli impianti sportivi, figura attualmente ricoperta dall’ingegner Massimo Sessa, la Regione Lazio e Roma Capitale. Un atto, quest’ultimo, che non costituisce ovviamente il via libera definitivo al cantiere, ma rappresenta piuttosto il telaio normativo entro cui si muoveranno i prossimi passaggi autorizzativi.

Un coordinamento pensato per i tempi di Euro 2032

La delibera, va detto, non è nata dal nulla: si inserisce a pieno titolo tra le procedure previste dall’articolo 9-ter del Decreto Legge per le opere necessarie in vista degli Europei di calcio del 2032. Un evento, quest’ultimo, che funge da acceleratore naturale per le grandi infrastrutture, imponendo scadenze ferree e obblighi di coordinamento tra enti che, in altre circostanze, procederebbero con i propri singoli cronoprogrammi. L’obiettivo dichiarato, e in qualche modo scontato, è quello di assicurare tempi certi all’opera e una maggiore efficacia amministrativa, evitando quei conflitti di competenza che hanno storicamente affossato progetti analoghi nella capitale.

Il ruolo dell’ingegner Sessa e la tripla firma

A fare da collante tra i diversi livelli istituzionali – comunale, regionale e statale – sarà proprio il commissario Sessa, una figura tecnica dotata di poteri speciali e derogatori rispetto alla normativa ordinaria. La convenzione approvata oggi, nella sostanza, rafforza il coordinamento tra i soggetti coinvolti, definendo ruoli, responsabilità e flussi decisionali. Non si tratta, è bene sottolinearlo, di un semplice accordo di programma, ma di uno strumento più vincolante, studiato per “blindare” il percorso burocratico dalle possibili impugnazioni o dai rallentamenti. L’ingegnere, da parte sua, avrà il compito di vigilare sul rispetto dei tempi, mentre la Regione e il Campidoglio dovranno garantire la copertura urbanistica e ambientale del progetto.

Il significato del via libera della Giunta

L’approvazione da parte della Giunta Capitolina rappresenta, di fatto, la ratifica politica di un percorso già delineato nei mesi precedenti. Un passaggio che l’assessore all’Urbanistica, Veloccia, ha definito come un “ulteriore passo avanti”, ma che andrebbe letto per quello che è: un tassello procedurale, non un punto di arrivo. Senza questo schema di convenzione, tuttavia, non si sarebbe potuti andare avanti verso la cosiddetta autorizzazione definitiva, quella che sola potrà trasformare il foglio di carta nel cantiere vero e proprio. La delibera, insomma, accelera l’iter senza però bruciarne le tappe.

La procedura prevista dalla legge e gli sviluppi giudiziari (nessuno, per ora)

Sul fronte della cronaca, va registrato che al momento non emergono contenziosi o inchieste penali legate a questo specifico passaggio. La convenzione, nello schema approvato, dovrebbe proprio servire a prevenire eventuali rilievi di legittimità, mettendo nero su bianco un accordo tripartito che difficilmente potrà essere scardinato da ricorsi meramente formali. L’attenzione, piuttosto, resta concentrata sulla sostenibilità economica dell’operazione e sulla capacità di rispettare il calendario imposto dall’Uefa per Euro 2032. Per ora, l’unico fatto certo è questo: la macchina burocratica si è messa in moto, e l’ha fatto con un modello di governance pensato per non fermarsi più.

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