Tim vola in borsa, tra conti sorpresa e manovre di consolidamento
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Redazione Economia
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Il Titolo Tim, in una fase di generale incertezza per i listini, sta scrivendo una pagina decisamente atipica a Piazza Affari, dove dall’inizio dell’anno ha guadagnato oltre l’11% a fronte di un FTSE MIB sostanzialmente fermo. Le quotazioni, che toccano i massimi da novembre 2019, hanno compiuto un balzo impressionante, quantificabile in un rialzo di circa il 200% da quando il governo guidato da Giorgia Meloni si è insediato a Palazzo Chigi, un legame temporale che molti osservatori non considerano affatto casuale, attribuendolo piuttosto alle scelte strategiche che hanno riguardato da vicino la società. Il recente rally, che ha sorpreso non pochi operatori, è stato innescato da risultati contabili migliori delle attese, i quali hanno riacceso le scommesse degli investitori sul futuro assetto del gruppo e sulle sue potenzialità di ritorno alla redditività.
Il cantiere Poste Mobile e le ipotesi di alleanza nel settore
Parallelamente al fervore dei mercati finanziari, procedono le manovre che potrebbero ridisegnare il panorama della telefonia italiana. Secondo indiscrezioni circolate con insistenza, Tim e Poste Italiane avrebbero infatti avviato il cosiddetto cantiere per il conferimento di PosteMobile all’interno della compagnia telefonica, un’operazione che, se concretizzata, porterebbe a una significativa razionalizzazione del settore. L’ipotesi allo studio prevedrebbe un’integrazione della controllata di Poste in Tim, contro un aumento di capitale riservato al gruppo guidato da Matteo Del Fante, con le banche d’affari già al lavoro sui dettagli tecnici. Nel frattempo, anche altri player del mercato non stanno a guardare, dato che si parla di possibili valutazioni per un’alleanza, sia di natura industriale che finanziaria, tra Iliad e WindTre, ulteriore segnale di un potenziale processo di consolidamento.
Il ricambio nei comitati di controllo di Tim
All’interno dell’assetto societario di Tim, intanto, si è registrato un importante aggiornamento nella composizione degli organi di controllo. Il consiglio di amministrazione, guidato dalla presidente Alberta Figari e dall’amministratore delegato Pietro Labriola, ha provveduto a ridefinire le nomine nei comitati Nomine e remunerazioni e Parti correlate, a seguito delle dimissioni presentate da Umberto Paolucci. Al suo posto, è stato designato Lorenzo Cavalaglio, l’avvocato che era stato cooptato nel board come amministratore indipendente alla fine dello scorso dicembre, una scelta che mira a garantire continuità nel governo societario e nell’applicazione dei protocolli di rate governance.
Il contesto di un settore in trasformazione
L’insieme di questi movimenti, che vanno dall’exploit borsistico alle trattative per fusioni e inrazioni, disegna un quadro di profonda trasformazione per un’industria, come quella delle telecomunicazioni, da anni alla ricerca di una stabilità duratura. La performance del titolo, che molti considerano un termometro delle aspettative degli investitori sulle decisioni politiche e regolatorie, sembra riflettere una certa fiducia nella possibilità di trovare, finalmente, un nuovo equilibrio. Le trattative in corso, del resto, rappresentano tasselli di un puzzle più ampio, il cui completamento potrebbe condurre a una struttura di mercato più solida e competitiva, anche se il percorso rimane costellato di incognite e di passaggi delicati da negoziare.




