Morte di Ramy Elgaml, indagati l'amico e il carabiniere
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Redazione Interno
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Nella notte tra sabato e domenica 24 novembre, Ramy Elgaml, un giovane di 19 anni, ha perso la vita durante un inseguimento con i carabinieri a Milano. La vicenda, che ha scosso profondamente il quartiere Corvetto, ha visto coinvolti due indagati: Fares B., il 22enne alla guida del Tmax su cui viaggiava Ramy, e il vicebrigadiere del radiomobile che era al volante della Giulietta dei carabinieri.
L'inseguimento, iniziato dopo che il conducente del Tmax non si era fermato a un posto di blocco, si è concluso tragicamente in via Ripamonti angolo Quaranta, dove il mezzo si è schiantato contro un muretto. Ramy, che viaggiava come passeggero, è deceduto a seguito dell'impatto. La Procura di Milano, coordinata dal pm Marco Cirigliano, ha aperto un fascicolo per omicidio stradale, iscrivendo nel registro degli indagati sia Fares B. sia il vicebrigadiere, quest'ultimo a titolo di garanzia per permettere tutti gli accertamenti necessari.
La dinamica dell'incidente, secondo le prime ricostruzioni, appare chiara: il Tmax, dopo una lunga fuga di otto chilometri, ha perso il controllo, causando la caduta fatale. Tuttavia, l'inchiesta mira a fare luce su eventuali responsabilità e a chiarire ogni dettaglio dell'accaduto. È stata disposta l'autopsia sul corpo di Ramy, che verrà eseguita venerdì 29 novembre, per accertare le cause esatte della morte.
Nel frattempo, la notizia ha provocato tensioni nel quartiere Corvetto, dove si sono verificati roghi in strada e scontri con la polizia.




