Fiorentina-Betis, la Viola punta alla finale di Conference League tra polemiche e speranze
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Redazione Sport
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Raffaele Palladino, alla vigilia del match di ritorno contro il Real Betis, non ha nascosto l’ammirazione per l’Inter dopo la vittoria in campionato contro il Barcellona. «Voglio fare i complimenti a Inzaghi, alla sua squadra e alla società – ha detto il tecnico viola –. Quella partita resterà nella mente di tutti noi italiani. I giocatori nerazzurri erano stremati, ma non hanno mollato». Un messaggio che suona quasi come un monito per i suoi, chiamati a emulare la stessa determinazione per ribaltare l’1-2 subito a Siviglia e raggiungere la terza finale consecutiva in Conference League.
La sfida, in programma giovedì al Franchi, si annuncia complicata. Il Betis, reduce da quattro successi di fila tra Liga e coppe, ha dalla sua un Antony in stato di grazia – autore di un gol spettacolare all’andata – e una difesa viola che, secondo l’opinione di alcuni osservatori, mostra ancora qualche incertezza. «Con Kean sono più tranquillo – ha aggiunto Palladino –. Quando è entrato in Spagna, la partita è cambiata». Ma a preoccupare è soprattutto la possibile assenza di un giocatore chiave nei momenti decisivi, come accaduto in passato con Nico González. «Spero che questa sia la gara di Gudmundsson – ha sottolineato l’allenatore –. È un talento, e non voglio ritrovarmi con la “sindrome” del calciatore più forte che sparisce quando serve».
Intanto, dalla Curva Fiesole arriva una stizzita presa di posizione. Attraverso un post su Instagram, i tifosi hanno denunciato il divieto imposto dalla Questura di esporre una coreografia già preparata per l’incontro. «In uno Stato dove “vige” la libertà di espressione – si legge nel comunicato –, il sacrosanto diritto di esprimerci ci è stato negato». Un riferimento, secondo le ricostruzioni, a una presunta ritorsione per le contestazioni anti-Juventus del precedente turno.




