Etna, nuova colata lavica nella Valle del Bove: scatta l'allerta gialla

Etna, nuova colata lavica nella Valle del Bove: scatta l'allerta gialla
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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo (INGV-OE), ha ufficialmente certificato l'inizio di una nuova attività effusiva che si sta svolgendo ad alta quota, più precisamente nell'alto settore della Valle del Leone, una porzione interna della più ampia e celebre Valle del Bove, il grande anfiteatro naturale che incide il fianco orientale del vulcano attivo più alto d'Europa. La presenza della colata lavica, la cui lingua incandescente si snoda a una quota di circa 3.000 metri sul livello del mare, è stata accertata direttamente sul campo; le osservazioni effettuate in loco dal personale specializzato dell'INGV hanno permesso di confermare la natura e l'esatta localizzazione del fenomeno, scongiurando così ogni dubbio sulla reale portata dell'evento in corso.

La decisione della Protezione Civile e il passaggio al livello giallo

A seguito delle risultanze emerse dai monitoraggi e dei report trasmessi dagli enti di ricerca, il Dipartimento della Protezione Civile ha disposto il passaggio del livello di allerta per il vulcano Etna dal verde al giallo, innescando di fatto la fase operativa di preallerta.

Tale provvedimento, come si legge nella nota ufficiale, è stato adottato al termine di una riunione tecnica alla quale hanno preso parte i Centri di Competenza e lo stesso Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana, al fine di valutare l'evoluzione dei parametri e la potenziale pericolosità della situazione.

Le strutture territoriali preposte alla gestione delle emergenze sono state pertanto invitate a mettere in campo le opportune fasi operative locali e a predisporre adeguate misure di mitigazione del rischio, con un'attenzione particolare rivolta alla presenza, sempre numerosa, di escursionisti e appassionati che in questi giorni potrebbero avventurarsi in quota, attratti dallo spettacolo della natura.

Le immagini dal drone e l'attività stromboliana al cratere Voragine

Le immagini riprese da un drone hanno fornito una prospettiva inedita e dettagliata delle linee rosse della colata, che scendono lentamente lungo i pendii dell'alta Valle del Bove, disegnando percorsi luminosi sulla coltre scura di cenere e lapilli. Parallelamente all'effusione lavica, gli strumenti dell'INGV registrano una persistente attività esplosiva di tipo stromboliano in corrispondenza del cratere Voragine, il che testimonia una fase di vivace dinamica interna del condotto vulcanico.

Il tremore vulcanico, il cui segnale è in costante aumento ormai da diversi giorni, ha le sue sorgenti attualmente localizzate in area compatibile con i fenomeni osservati; l'attività infrasonica, invece, risulta concentrata al cratere di Nord Est, dove l'ampiezza e la frequenza degli eventi si mantengono su valori medi, senza per ora mostrare picchi anomali che possano far presagire un'improvvisa e violenta intensificazione del fenomeno.

Monitoraggio delle deformazioni e quadro complessivo della situazione

Nonostante l'evidente incremento dei parametri sismici e la vivacità delle manifestazioni eruttive, le serie temporali relative al monitoraggio delle deformazioni del suolo non evidenziano al momento variazioni significative, un dato che induce i tecnici a mantenere un atteggiamento di attenta osservazione senza tuttavia ipotizzare scenari di criticità estrema.

Le strumentazioni installate sulle pendici dell'Etna continuano a trasmettere dati in tempo reale, consentendo agli specialisti dell'Osservatorio Etneo di seguire minuto per minuto l'evoluzione della colata e degli eventi esplosivi associati; l'intera macchina della protezione civile, dal livello nazionale a quello regionale, resta comunque in stato di preallerta, pronta a eventuali aggiornamenti che dovessero richiedere un inasprimento delle misure di sicurezza, in un contesto in cui la natura, ancora una volta, richiama l'attenzione su uno dei vulcani più attivi e monitorati del pianeta.

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