La Refcam debutta nel derby d'Italia tra Juventus e Inter

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’Allianz Stadium di Torino, sabato prossimo, non sarà solo il palcoscenico del primo grande scontro stagionale tra Juventus e Inter, ma diventerà il laboratorio dove la tecnologia, ormai compagna inseparabile del gioco del calcio, compie un ulteriore e significativo balzo in avanti. Quel match, che i puristi continueranno a chiamare semplicemente derby d’Italia, verrà infatti filmato per la prima volta in Italia anche attraverso il punto di vista dell’arbitro, grazie all’introduzione sperimentale della cosiddetta Refcam.

Si tratta, nello specifico, di una microcamera del peso di appena sei grammi, perfettamente integrata nel sistema di comunicazione della terna arbitrale, la cui angolatura offre una prospettiva inedita e privilegiata sulle dinamiche di gioco. L’iniziativa, come precisato dalla Lega Serie A attraverso un comunicato ufficiale, non nasce da un’esigenza isolata ma si inserisce in un protocollo ben più ampio, redatto dalla FIFA e dall’IFAB, che recentemente ha trovato una prima applicazione durante il Mondiale per club.

«L’introduzione della Refcam nel nostro campionato rappresenta non solo un ulteriore passo nel percorso di innovazione che stiamo portando avanti con costanza e determinazione, ma soprattutto fornisce finalmente ai tifosi la reale prospettiva della vista dell’arbitro delle differenti azioni di gioco», ha dichiarato Luigi De Siervo, amministratore delegato di Lega Calcio Serie A. Una dichiarazione che evidenzia come l’obiettivo primario sia quello di avvicinare ancor di più il pubblico all’emotività e al processo decisionale che scandisce i novanta minuti, mostrandone i dettagli, altrimenti invisibili, dalla stessa visuale di chi dirige l’incontro.

La scelta di far debuttare questo strumento in un contesto ad altissima intensità come il derby tra bianconeri e nerazzurri non è affatto casuale. È proprio in queste partite, dove il ritmo e la posta in gioco raggiungono i loro picchi massimi, che la capacità di giudizio dell’arbitro viene messa maggiormente sotto pressione e sotto la lente d’ingrandimento. Offrire quel medesimo punto di vista al grande pubblico, se da un lato aumenta il livello di spettacolarizzazione, dall’altro potrebbe anche contribuire a una comprensione più approfondita della difficoltà di certe chiamate in tempo reale.

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