Nord Stream: Le accuse di sabotaggio contro l'Ucraina
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Redazione Esteri
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Recenti sviluppi hanno portato alla luce nuove informazioni riguardo il sabotaggio del gasdotto Nord Stream, avvenuto nel settembre 2022. Inizialmente, molti avevano puntato il dito contro la Russia, accusandola di auto-sabotaggio. Tuttavia, inchieste condotte dal New York Times e dal Washington Post, ora confermate da un mandato di arresto emesso dalla procura tedesca, indicano che il sabotaggio è stato opera di un gruppo di ucraini.
Il ruolo dell'Ucraina
Secondo le indagini, un cittadino ucraino residente in Polonia è stato identificato come uno dei responsabili dell'attentato. Inoltre, una ricostruzione del Wall Street Journal suggerisce che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky fosse a conoscenza del piano, ma avrebbe ritirato il suo consenso sotto pressione della CIA.
La reazione dei media italiani
Quando la notizia dell'attentato al Nord Stream 2 è emersa, i media italiani hanno inizialmente accusato la Russia. Ad esempio, La Repubblica titolava "Esplodono i gasdotti: sabotaggio russo" il 28 settembre 2022. Altri giornali, come il Corriere della Sera, hanno adottato un approccio più neutrale, senza indicare subito i responsabili.
Richiesta di una commissione di inchiesta
In Germania, la leader del nuovo partito BSW, Sahra Wagenknecht, ha chiesto la creazione di una commissione di inchiesta parlamentare per chiarire il ruolo del governo tedesco in relazione all'attentato. La commissione dovrebbe indagare su quando le autorità nazionali e i membri del governo sono venuti a conoscenza dei piani per il sabotaggio.
Questi nuovi sviluppi mettono in discussione le prime ipotesi sul sabotaggio del Nord Stream e sollevano interrogativi sul coinvolgimento di vari attori internazionali. La verità potrebbe essere meno fantasiosa di quanto inizialmente ipotizzato, ma resta ancora molto da chiarire.




