Il sabotaggio del Nord Stream: rivelazioni sorprendenti su Zelensky

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Volodymyr Zelensky era a conoscenza dell'operazione di sabotaggio del gasdotto Nord Stream 2, avvenuta nel settembre 2022 nel Mar Baltico. Questa è la ricostruzione fornita dal Wall Street Journal, che cita fonti ucraine. Secondo il giornale, il gasdotto è stato fatto esplodere da una piccola squadra di sabotatori di Kiev. L'operazione era stata inizialmente approvata dal presidente ucraino, che successivamente ha deciso di fare marcia indietro.

Il ruolo di Zelensky

Il sabotaggio del gasdotto russo Nord Stream è stato approvato ai più alti livelli del governo di Kiev, incluso il presidente Volodymyr Zelensky. Tuttavia, dopo l'iniziale approvazione, Zelensky avrebbe chiesto di fermare il piano, ma era ormai troppo tardi. L'attacco esplosivo è stato effettuato sotto la supervisione dell'allora comandante in capo dell'esercito ucraino, Valery Zaloujny.

Dettagli dell'operazione

L'operazione di sabotaggio ha coinvolto l'uso di uno yacht a noleggio e un budget di 300.000 dollari. Le tracce del DNA e altre prove raccolte indicano la responsabilità di un gruppo di ucraini. Un'inchiesta della magistratura tedesca ha recentemente portato alla luce ulteriori dettagli, con Berlino che ha emesso un mandato d'arresto per uno dei sospettati a giugno.

Le implicazioni internazionali

Queste nuove rivelazioni aggiungono un ulteriore livello di complessità alle già tese relazioni internazionali. L'accusa che l'Ucraina, e non la Russia, sia dietro il sabotaggio del gasdotto potrebbe influenzare le dinamiche geopolitiche e le alleanze in Europa e oltre.

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