Zelensky approvò il sabotaggio del Nord Stream, poi ci ripensò ma era troppo tardi
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Redazione Esteri
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Il sabotaggio del gasdotto russo Nord Stream nel Mar Baltico nel 2022 è stato approvato ai più alti livelli dal governo di Kiev, incluso inizialmente dal presidente Volodymyr Zelensky. Lo sostiene il Wall Street Journal, citando diverse fonti militari ucraine. Secondo il quotidiano statunitense, l'attacco esplosivo nelle profondità del Mar Baltico è stato effettuato sotto la supervisione dell'allora comandante in capo dell'esercito ucraino, Valery Zaloujny, nonostante il ripensamento di Zelensky che, dopo l'iniziale approvazione, avrebbe poi chiesto di fermare il piano.
La verità sul Nord Stream
Chi avrebbe mai potuto immaginare che dietro l'attentato del 26 settembre 2022, che ha distrutto i condotti del gasdotto Nord Stream 1 e Nord Stream 2 nel Mar Baltico presso l'isola danese di Bornholm, ci fosse l'Ucraina? Inizialmente, l'attacco era stato attribuito alla Russia di Vladimir Putin. Tuttavia, nuove rivelazioni indicano che l'Ucraina potrebbe essere stata responsabile.
Indagini e rivelazioni
Un'inchiesta della magistratura tedesca, diffusa mercoledì dalla stampa del Paese, ha indicato come responsabili un gruppo di ucraini, per uno dei quali Berlino ha emesso un mandato d'arresto a giugno. L'attacco è stato effettuato sotto la supervisione di Valery Zaloujny, nonostante il ripensamento di Zelensky.
Implicazioni geopolitiche
Il sabotaggio del gasdotto Nord Stream è molto più importante di quanto si pensi nell'ambito del conflitto in Ucraina. Ha fratturato il cordone energetico che legava simbolicamente la Russia all'Europa e rappresenta un attacco diretto alla Germania, l'unico altro Paese colpito in questa guerra oltre a Russia e Ucraina.




