Esplosione a Colleferro, Crosetto esclude un’origine esterna

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’esplosione a Colleferro avvenuta il 13 agosto nello stabilimento dell’ex Simmel Difesa, oggi KNDS Ammo Italy, risulterebbe secondo il ministro della Difesa Guido Crosetto causata da un problema interno e non da un’azione esterna. “Non risulta a nessuno” che all’origine dello scoppio possa esserci stato “qualcosa di diverso da un problema interno”, ha dichiarato Crosetto all’ANSA, intervenendo dopo le richieste di chiarimento arrivate da alcuni parlamentari sull’ipotesi di un possibile coinvolgimento russo. Il ministro ha inoltre spiegato che non ci sarebbe bisogno di attribuire responsabilità esterne a chi già affronta ogni giorno una pericolosa guerra ibrida.

Le verifiche sulla pista russa dopo lo scoppio nello stabilimento

Dopo l’esplosione a Colleferro, l’attenzione si è concentrata sulle cause dello scoppio avvenuto nella fabbrica di munizioni alle porte di Roma. La procura di Velletri sta svolgendo accertamenti sull’accaduto nello stabilimento KNDS Ammo Italy, mentre sul piano politico sono emerse richieste di chiarimento sulla possibile matrice russa dell’episodio. L’ipotesi di un sabotaggio è stata al centro del dibattito perché alcuni elementi hanno portato a considerare un possibile collegamento con un’esplosione avvenuta tre giorni prima in Bulgaria, dove in un’altra azienda che produce materiali esplodenti un camion è saltato in aria.

Il collegamento tra i due episodi, però, resta un’ipotesi che dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti in corso. La pista del sabotaggio russo è stata indicata come una possibilità da approfondire, ma il ministro Crosetto ha smentito l’ipotesi di un’origine esterna dell’esplosione. Le verifiche degli inquirenti puntano quindi a chiarire la dinamica dello scoppio e a stabilire con precisione cosa abbia provocato l’incidente nello stabilimento di Colleferro.

Il ruolo strategico del sito industriale di Colleferro

L’attenzione sull’esplosione a Colleferro è legata anche al ruolo dello stabilimento coinvolto nell’evento. Il sito KNDS Ammo Italy viene indicato come una struttura strategica per l’industria europea della difesa, elemento che ha contribuito ad aumentare l’interesse intorno alle cause dello scoppio. Proprio per la funzione dello stabilimento, la possibilità di un’azione esterna è stata presa in considerazione nel dibattito pubblico e politico seguito all’incidente.

Tra le reazioni arrivate dopo l’esplosione c’è anche quella del leader di Azione Carlo Calenda, che ha chiesto al governo di riferire in Parlamento alla ripresa dei lavori sulla possibile matrice russa dell’evento. Secondo Calenda, non sarebbe possibile restare nell’incertezza davanti all’ipotesi di un attacco ibrido russo, anche considerando il risalto dato all’accaduto dalle televisioni di Mosca. Le sue dichiarazioni si inseriscono nel confronto nato dopo lo scoppio e sulle verifiche necessarie per definire l’origine dell’accaduto.

A quattro giorni dall’esplosione nello stabilimento di Colleferro, gli elementi principali della vicenda riguardano quindi due aspetti: da una parte gli accertamenti della procura sulle cause tecniche dello scoppio, dall’altra il confronto sulle ipotesi di un possibile sabotaggio. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha indicato un problema interno come causa risultante dagli elementi disponibili, mentre gli inquirenti continuano a esaminare ogni elemento utile per ricostruire quanto avvenuto. L’indagine resta concentrata sulla dinamica dell’esplosione e sulle circostanze che hanno interessato un impianto legato alla produzione di munizioni.

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