Dr, il gruppo molisano chiude un 2025 da record: 34.000 veicoli venduti
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Redazione Economia
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Un anno da incorniciare, quello appena archiviato, per il gruppo automobilistico molisano che ha fatto dei motori bifuel la propria bandiera. I numeri, che parlano con la cruda efficacia delle cifre, certificano una crescita solida e una scelta strategica lungimirante. Le immatricolazioni complessive hanno infatti toccato quota 34.286, un traguardo che di per sé racconta una storia di successo, ma è la composizione di questo dato a rivelare la vera peculiarità dell’operato. L’ottanta per cento di questi veicoli, per l’esattezza, viaggia con un’alimentazione bi-fuel benzina e GPL, una percentuale che non ha eguali nel panorama nazionale e che dimostra come l’intuizione del gruppo abbia intercettato una domanda specifica del mercato, quella di una mobilità più economica e, in un certo senso, tradizionale nella sua transizione energetica.
Il fatturato record e la gamma Thermohybrid
A corroborare il risultato commerciale, che già di per sé spicca in un settore sempre in fibrillazione, arriva il dato finanziario: il fatturato cumulativo delle diverse aziende che compongono il gruppo ha superato la soglia degli 1,3 miliardi di euro, cifra definita internamente come “record”. Un consolidamento, questo, che poggia le sue radici in vent’anni di attività e in una proposta di prodotto estremamente articolata, capace di spaziare attraverso sei brand differenti e ventitré modelli. Ciò che colpisce, al di là della pura estensione della gamma, è la volontà di coprire pressoché ogni tipologia di propulsione, dal diesel all’elettrico puro, senza però mai deflettere dal proprio fulcro. Il cuore pulsante dell’offerta, infatti, rimane saldamente ancorato al sistema battezzato “Thermohybrid”, l’evoluzione tecnologica degli impianti a GPL sui quali la società ha scommesso in via prioritaria sin dagli esordi.
Le performance di mercato e il posizionamento
La bontà di questa scommessa, del resto, è confermata dai listini di vendita che vedono due modelli del gruppo, la DR 5.0 e la DR 6.0, stabilmente inserite nella top ten delle vetture a GPL più acquistate in Italia. Un fatto significativo, che non solo attesta il gradimento da parte degli automobilisti, ma contribuisce a definire un identikit preciso del consumatore-tipo: attento al risparmio di gestione, forse diffidente verso le soluzioni puramente elettriche per i noti interrogativi su costi e infrastrutture, e alla ricerca di una tecnologia collaudata e immediatamente fruibile. È in questo spazio di mercato, che qualcuno potrebbe definire di “transizione pragmatica”, che l’azienda ha costruito la sua fortuna, arrivando a rappresentare una scelta su cinque per chi opta per l’alimentazione a gas. Un posizionamento di nicchia, se vogliamo, ma estremamente redditizio e difendibile, che ha permesso di navigare con agio le turbolenze degli ultimi anni.
Prospettive e ambizioni continentali
La solidità finanziaria e la riconoscibilità acquisita sul territorio nazionale fungono ora da piattaforma per un disegno più ambizioso, che guarda al di là dei confini italiani. L’obiettivo dichiarato, come emerso dalle comunicazioni ufficiali, è quello di espandere la presenza in nuovi mercati europei, sfida non semplice in un contesto continentale dove le normative sulle emissioni stringono sempre di più e i competitor sono agguerriti. La strategia, verosimilmente, non potrà che continuare a puntare sul cavallo di battaglia rappresentato dalla tecnologia bifuel, presentandola come una soluzione complementare e praticabile nell’attuale fase di evoluzione del parco circolante. Il gruppo, insomma, dopo aver raccolto i frutti di un investimento ventennale, si appresta a testare la validità del suo modello su un palcoscenico più ampio e competitivo, cercando di replicare all’estero il mix vincente di affidabilità tecnologica e convenienza economica che ha caratterizzato il suo successo in patria.




